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La Maddalena. L’insediamento di don Andrea Domanski

(di Claudio Ronchi) ” … resasi vacanti la parrocchia di Santa Maria Maddalena in La Maddalena, in seguito a fine mandato per raggiunti limiti di età del parroco don Domenico Degortes, nomino ad tempus te, don Andrzej Domanski, parroco della parrocchia di Santa Maria Maddalena in La Maddalena, conservando l’ufficio di parroco della Parrocchia Agonia di Nostro Signore Gesù Cristo in La Maddalena e riconoscendoti, secondo le norme del Codice di Diritto Canonico, tutti i diritti, i doveri, gli oneri e gli emolumenti che spettano al parroco. Ti esorto nel Signore a nutrire di cristiana dottrina il popolo cristiano, ad esporre con chiarezza e fedeltà il Santo Vangelo, a rispettare l’obbligo della residenza, a soccorrere i malati e i poveri, ad osservare tutti gli altri doveri che le leggi della Chiesa e le legittime consuetudini prescrivono”.
Erano le 18:05 di domenica 14 ottobre quando don Roberto Aversano, in Santa Maria Maddalena, di fonte allo stesso vescovo, a don Domenico Degortes, a don Paolo Piras, a don Davide Mela, al sindaco, al comandante della Capitaneria di Porto, al comandante dei carabinieri, ad altre autorità civili e a numeroso popolo, ha letto la bolla di nomina del vescovo monsignor Sebastiano Sanguinetti datata 25 luglio 2018.

“Don Andrea conosce questa comunità, ne conosce i pregi, le qualità, la ricchezza intellettuale e la ricchezza spirituale; ne conosce anche i travagli”, ha affermato poco dopo mons. Sanguinetti. La sua nomina, ha proseguito il vescovo, “risponde anche a un desiderio profondo che ho io, che è quello che La Maddalena cresca sempre più unita: le due parrocchie rimangono, però la comunità della Maddalena ha bisogno di trovare una maggiore unità, una maggiore coesione. I servizi alle due parrocchie rimangono, nessuno sarà privato di nulla, però credo che si potrà lavorare insieme e mettere insieme tutte le energie perché la comunità emerga e faccia emergere tutte quelle che sono le grandi ricchezze che ha”.

Non poteva mancare, da parte di mons. Sanguinetti, il ringraziamento al parroco uscente. “Una sola parola per dire ancora grazie a don Domenico. Io gli ho chiesto un ulteriore servizio, un ulteriore disponibilità. Non avevo altri sacerdoti da mandare in aiuto e allora gli ho chiesto di sacrificarsi ancora, non più come responsabile primo ma come coadiutore, come aiutante. Ed è bello questo gesto di disponibilità da parte sua”, ha osservato il vescovo, “dimostrando ancora una volta la sua generosità, per la quale gli sono molto riconoscente, e con me tutta la comunità della Maddalena”.

 Il vescovo ha poi ricordato che prima della funzione era salito con i sacerdoti all’ospedale, “per esprimere ancora una volta un segno di solidarietà a tutta la città nelle persone che stanno rivendicando un giusto diritto della comunità maddalenina. È uno degli aspetti problematici di difficoltà, insieme a tanti altri, economici, dell’occupazione, che questa comunità vive, comprese tutte le molteplici fragilità della società moderna”. La chiesa è la comunità cristiana fondata sul Vangelo di Gesù, ha ricordato il vescovo, “per rigenerare il cuore umano, per ridare speranza”. Terminata la fase iniziale di insediamento, il vescovo ha chiesto al nuovo parroco di presiedere la funzione mentre lui si è spostato di lato, sul presbiterio, per assistere alla Messa, che è stata animata dai cori Santa Cecilia e San Giovanni Paolo II.

Parole di ringraziamento a don Domenico sono state lette, a nome della comunità cristiana di Santa Maria Maddalena, da Gianfranco Impagliazzo mentre Gianni Deriu ha dato il benvenuto a don Andrea.

Successivamente ha preso la parola il sindaco Luca Montella, in fascia tricolore. “La comunità la comunità civile e cristiana è grata per aver avuto un dono così importante, il prezioso lavoro di Domenico”, ha detto il sindaco, “che, per più di vent’anni, e con passo silenzioso e soave, non è mai mancato a un appuntamento e non ha mai fatto mancare a nessuno, neanche alle istituzioni, il suo appoggio, il suo sostegno, così come lo ha fatto per ciascuno, dal primo all’ultimo, dei bisognosi. Grazie davvero don Domenico per tutto quello che ha fatto; io sono convinto che con un gesto così importante, quello di rimanere ancora in servizio in mezzo a noi, a fianco di don Andrea che diventa parroco, sia un grande esempio di enorme umiltà”. Poi il sindaco si è rivolto al suo successore, don Andrea affermando che, “come l’Italia e il mondo intero hanno avuto il Papa polacco, noi invece abbiamo il parroco polacco; e se le premesse sono quelle … può essere di buon auspicio …”.

Per ultimo, prima della benedizione finale, ha parlato il nuovo parroco don Andrea. “È per me un onore ma è anche un impegno, essere all’altezza di questo compito, che è stato affidato a me e a tutta la comunità isolana, di Moneta e di Santa Maria Maddalena.  È un grande impegno e una grande sfida; ma è anche un’opportunità, che è quella di poter dare testimonianza, di saper valorizzare quello che ci unisce, di saper essere lievito di unità. Certamente non ci illudiamo”, ha riconosciuto don Andrea; “non è facile e non sarà facile ma siamo sicuri del suo sostegno e del suo costante aiuto”, ha aggiunto rivolgendosi al vescovo. “Questa decisione l’ho accettata con spirito di obbedienza e di fede. C’è un detto, che quando l’uomo fa progetti gli angeli in cielo se la ridono. Così, quando 14 anni fa sono arrivato a Moneta, con padre Paolo Atzei, si parlava di cinque anni … i piani dell’uomo! Il nuovo parroco si è rivolto poi a don Domenico: “Sono ben felice di essere il tuo successore e di averti ancora accanto. Sono sicurissimo che non mancherai di sostenermi e di aiutarmi”. Don Andrea Domanski ha ringraziato quindi don Paolo Piras e don Davide Mela con i quali vivrà la “comunità sacerdotale”, in effetti già positivamente sperimentata in questi anni. Ha concluso salutando e ringraziando i consigli pastorali e tutti i gruppi parrocchiali delle due Parrocchie.

Pubblicato da il 22 ottobre 2018. Archiviato in Attualità,News. Segui tutte le risposte a questo articolo tramite il link a RSS 2.0.