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Caprera. Clelia c’è, e aleggia nella sua casa

(di Claudio Ronchi) – La sensazione, forte, è che quella sia una casa vissuta. Non un freddo museo abitato in un lontano passato da un eroe che fu e della sua famiglia. Sembra proprio che lei, Clelia, la figlia più piccola di Garibaldi sia lì. Non tanto la signora avanti negli anni, ricordata ancora dai maddalenini più anziani quando li riceveva insieme alla maestra e ai compagni di scuola, e gli dava le caramelle, ma una graziosa adolescente, piena di vita e di ormoni, spensierata ma consapevole di essere la figlia del generale.

Clelia accoglie il visitatore affacciata dal balcone (come mostra la brava guida Vanna Milia) e indica all’ospite, le foto, assai care, di famiglia. Lei bambina da sola, quella con suo babbo dallo sguardo dolce e tenero, e le altre della sua vita a Caprera. Poi c’è Clelia matura (con Clelietta) che si affaccia sorridente alla porta della sua camera, sembra di sentirne la voce, e poi dopo essere passati dalla cucina (cosa c’è oggi a pranzo?) eccola nell’ultima stanza, quella di fronte alla Corsica, indossando un costume, che saluta. Grazie per essere venuto, alla prossima … sembra dire.

Le piccole foto e alcune gigantografie perfettamente inserire nell’ambiente domestico, rendono uno spaccato di vita a Caprera e spaziano dai ritratti commoventi di Clelia bambina, alle foto che la ritraggono adulta, sino ad arrivare ad una Clelia più matura e anziana che sorridente festeggia il suo compleanno in compagnia degli amici.

La mostra, al Compendio Garibaldino di Caprera, organizzata dal funzionario responsabile dei Musei Garibaldini di Caprera, Luciano Cannas, da Gian Luca Moro e Vanna Milia, è visitabile fino al 14 aprile, dal lunedì al sabato, dalle 9:00 alle 20:00.

Pubblicato da il 20 febbraio 2019. Archiviato in Attualità,Cultura,News,Storia. Segui tutte le risposte a questo articolo tramite il link a RSS 2.0.