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Caprera. I segreti di Garibaldi

Caprera. I segreti di Garibaldi

“Proteggere gli animali contro la crudeltà degli uomini, dar loro da mangiare se hanno fame, da bere se hanno sete, correre in loro aiuto se estenuati da fatica o malattia, questa è la più bella virtù del forte verso il debole”. “Le bestie non devono essere tenute in prigionia, esse, come l’uomo, amano la libertà”.

Queste parole furono scritte da Garibaldi che, come non tutti sanno, fondò la Società Reale per la Protezione degli Animali, oggi trasformata nell’attuale ENPA (Ente Nazionale Protezione Animali). La citazione è riportata nel libro “I segreti di Garibaldi a Caprera”, a cura di Ludovico Pisani, edito da Taphros, con il contributo del Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena.

In effetti questo pensiero “garibaldino” viene tuttora rispettato ampiamente nell’isola di Caprera, diventata Parco Nazionale, dove vivono nella completa libertà, in quantità e tutelati dalle leggi anticaccia, capre, conigli, gatti, cinghiali ed altri animali nonché una serie di volatili, pur in un difficile e piuttosto precario equilibrio.

Ma Garibaldi, racconta il libro, era anche allevatore, contadino, agronomo, aspirante botanico, apicoltore e anche appassionato di astronomia. Garibaldi, a Caprera, scrive il pronipote di Giuseppe, presidente dell’Istituto Nazionale di Studi Giuseppe Garibaldi, “studiò il volgere delle stagioni, del tempo, delle mutazioni, dissodò i terreni dalle pietre, zappò, sarchiò, portò terra, lavorò dall’alba al tramonto combattendo la più dura battaglia: trasformare le rocce di granito in campi da coltivare. L’uomo Garibaldi si misurò così con la natura, assecondandola, orientandola, sperimentando, a volte fallendo, ma mai derubandola, oltraggiandola e mortificandola”.

“La scelta di andare in stampa con i diari agricoli dell’Eroe, risponde all’esigenza di approfondire con contenuti inediti una parte non conosciuta ma evidentemente fondamentale rispetto alla presenza di Giuseppe Garibaldi sull’isola di Caprera”, ha scritto il commissario del Parco Nazionale Leonardo Deri, ringraziando poi il suo predecessore, l’ex presidente Giuseppe Bonanno “che ha avviato questo progetto” che con la pubblicazione del libro “aggiunge un altro tassello alle vicende garibaldine”. Claudio Ronchi

Pubblicato da il 28 ottobre 2017. Archiviato in Attualità,Cultura. Segui tutte le risposte a questo articolo tramite il link a RSS 2.0.