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Caprera. Museo Garibaldino quasi fruibile per tutti

(di Claudio Ronchi) – “La Casa Bianca di Caprera è un edificio pensato e adattato per una persona che aveva delle difficoltà. Garibaldi, per le cronache del tempo, l’eroe dei due mondi, l’eroe della patria, il generale, a Caprera era un uomo che soffriva per l’artrite deformante”. Vanna Milia, guida del museo, ha inquadrato così la situazione nella casa di Garibaldi, lo scorso 10 giugno, nell’ambito di “Primavera accessibile 2018 – ITACA (Itinerari Turistici Accessibili e Aperti)”, alla presenza dell’assessora regionale al turismo Barbara Argiolas, della dirigente Donatella Cappelli, del vice sindaco Massimiliano Guccini, del presidente del parco nazionale Fabrizio Fonnesu.

La casa di Garibaldi, pertanto, ha proseguito Vanna Milia, “era accessibile, allora, alle persone con disabilità motoria. Ci sono anche diversi ausili ortopedici, carrozzine, e questo fa capire che già alla fine dell’ottocento c’era attenzione all’abbattimento delle barriere architettoniche”.

In effetti, ha precisato Gianluca Moro, responsabile locale del museo, questo discorso vale all’interno dell’abitazione, non per l’esterno, anche se c’è da ritenere che passerelle di legno, ora perdute, siano state sistemate all’epoca per consentire il movimento dell’eroe, all’esterno. Attualmente, prosegue Moro, “in termini di fruibilità ci rendiamo conto che ci sono delle difficoltà, ma cerchiamo di rendere il più facile possibile da visitare il museo a persone che hanno dei problemi. Il percorso di visita, ad esempio, presenta delle difficoltà all’interno della stalla in quanto l’ambiente ha due scalini d’ingresso. C’è un progetto, da parte dell’architetto Sitzia, per una pedana di ingresso. Così come ci dovrà essere una pedana in uscita dalla camera di morte, quella che guarda alla Corsica. Altro problema è poi alle barche, anche lì ci sono dei gradini. Queste criticità il Polo Museale le sta già affrontando e speriamo di risolverle nella maniera più rapida possibile”. 

Alla verifica del percorso museale in termini di facilità e fruibilità per tutti, sono state chiamate due associazioni locali, Insieme per il Domani e Acque Libere. “Si capisce che in fase di realizzazione di questa casa c’è stata una certa attenzione alle disabilità e alcune parti somigliano molto delle rampe così come si realizzerebbero oggi” ha affermato Antonello Tovo, presidente di Acque Libere, associazione impegnata da anni nella pratica della vela ai disabili. “Certo è che gli scalini sono il primo ostacolo sia in discesa che in salita. Non è semplicissimo affrontare gli scalini in carrozzina. Per quanto riguarda il fondo del basolato, è un po’ scomodo per chi va con la carrozzella. Però maggiori problemi può crearli a chi procede con l’aiuto di stampelle. La disomogeneità della superficie può creare difficoltà”, ha osservato Tovo.

“Sarebbe difficile ipotizzare una corsia di cemento su questo granito. Io penserei piuttosto a dei mezzi, che esistono, sono molto piccoli e semplici, piccoli scooter elettrici, con buoni ammortizzatori. Con piccoli accorgimenti ci si potrebbe muovere bene non snaturando il luogo. Ovviamente dove ci sono gli scalini ci vogliono le rampe, non ci sono alternative. Credo che con qualche piccolo accorgimento ci siano buone possibilità di renderle effettivamente fruibile questo luogo a tutti”.

Pubblicato da il 16 giugno 2018. Archiviato in Attualità,Cultura. Segui tutte le risposte a questo articolo tramite il link a RSS 2.0.