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Gallura costiera. I preti di fronte a convivenze e denatalità

(di Claudio Ronchi) – I preti della zona foranea della Gallura costiera si sono recentemente domandati, in un incontro, i motivi per i quali molti giovani non solo non si sposano in chiesa ma nemmeno in comune. Sono infatti in aumento le convivenze – sebbene sfuggano a qualsiasi statistica, essendo libere e a volte anche temporanee – e questo anche in presenza di figli.

I sacerdoti Palau, Arzachena, La Maddalena, Santa Teresa Gallura, Sant’Antonio di Gallura, hanno riflettuto su questi fenomeni e cercato di dare delle risposte peraltro non semplici.  “Sono pochi i matrimoni che si celebrano in Chiesa. Poco più, quelli che si celebrano in Comune. Molte invece le convivenze” ha affermato il parroco emerito di La Maddalena don Domenico Degortes. “Segno di insicurezza, di un amore minore o forse e più, segno di poca fede?”. Molti, “trovano la scusa che non hanno i mezzi per fare un matrimonio solenne come vorrebbero. E intanto vengono i figli e passano gli anni. Alle volte si propone loro di celebrare un matrimonio semplice con due testimoni e pochissimi invitati. La solennità la si potrà fare più avanti quando sarà possibile, anche in un anniversario”.

Per il consesso di sacerdoti della bassa Gallura, l’attenzione si è focalizzata soprattutto sui pochi matrimoni religiosi. “Non ci tengono al sacramento perché non ne comprendono l’importanza”, ha commentato il sacerdote maddalenino. “C’è bisogno di evangelizzazione, annunciare il Vangelo della famiglia. Un lavoro lungo che deve coinvolgere le parrocchie e le famiglie cristiane”.

Nel recente incontro zonale due altri dati sono stati rilevati: la denatalità e l’abbandono scolastico. In Sardegna, ha ancora affermato don Degortes, “abbiamo il primato della denatalità e in Italia il primato nel mondo. Siamo dunque gli ultimi, il fanalino di coda, i più poveri di figli, i più poveri di futuro. Ed è preoccupante anche l‘altro fenomeno per il quale siamo i primi in Italia: l’abbandono scolastico”.

Questi due fenomeni, ha concluso il parroco emerito maddalenino, “indicano crisi, difficoltà, disagio in molte famiglie della Sardegna. Quali le cause? Mentalità? Difficoltà economiche? Difficoltà di relazioni? La fede, i figli e la cultura sono la più grande ricchezza di un popolo. Abbiamo da lavorare”!

Pubblicato da il 5 marzo 2019. Archiviato in Attualità,Cultura,News. Segui tutte le risposte a questo articolo tramite il link a RSS 2.0.