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I 150 anni del pino di Caprera, celebrando Garibaldi e la figlia Clelia

Il 16 febbraio, la Biblioteca Comunale di La Maddalena ha ospitato, col patrocinio del Polo Museale della Sardegna, del Comune di La Maddalena e dell’Istituto Internazionale di Studi Giuseppe Garibaldi, una serata di letture dedicata a Clelia Garibaldi e organizzata dagli Amici della Biblioteca. La data non è stata scelta a caso: il 16 febbraio 1867, a Caprera, nasceva infatti la prima figlia nata dall’unione di Garibaldi con Francesca Armosino, e in quel giorno il Generale piantò quel pino che ancora oggi, maestosamente, accoglie i visitatori nel cortile della fattoria di Caprera. Clelia sarebbe poi morta nel 1959 a 92 anni. La serata, introdotta da Maria Caterina Conti, è stata guidata da Francesca Sanna e da Gian Luca Moro che hanno condotto il pubblico a ricordare la vita di Clelia, anche attraverso letture tratte dal libro Mio padre che lei dedicò a Garibaldi; il racconto ha riassunto gli episodi più significativi della sua vita fino a giungere ai giorni nostri, cioè a quanto di lei resta nella visita che si effettua al Compendio Garibaldino. È poi intervenuto Giuseppe Garibaldi, nipote di Ricciotti, che ha ricordato la zia, conosciuta da bambino e ha mostrato alcune foto d’epoca, fornite da Antonio Remigio Pengo: proprio l’intervento di Garibaldi ha permesso di ampliare il tema. Egli, infatti, molto impegnato nel mondo ambientalista, ha ricordato l’importanza e la modernità del gesto compiuto da Garibaldi di piantare un albero per la nascita di una nuova vita (una legge, poco conosciuta, del 2013, imporrebbe tale scelta a tutti i comuni italiani superiori ai 15 mila abitanti). Il presidente dell’Istituto Internazionale Garibaldi ha lanciato l’idea di ricostruire l’aranceto di Fontanaccia a Caprera, in collaborazione con diverse associazioni nazionali e internazionali. E’ seguita, poi, una lettura di poesie dedicate agli alberi quali simboli e portatori di vita; la serata si è conclusa con la visione di un cortometraggio animato di Shel Silverstein, The given tree (cioè L’albero generoso), deliziosa conclusione che ha ben riassunto il senso dell’incontro. Da ricordare e ringraziare tutti coloro che hanno collaborato fattivamente alla riuscita della serata, non da ultimo leggendo i brani e le poesie previste: oltre a Maria Caterina Conti, Francesca Sanna e Gian Luca Moro, gli amici Maria Assunta Aru, Genny Avellino, Maddalena Migliore, Margherita Scarpaci e Lucia Spanu che ha anche narrato un ricordo di famiglia: il nonno ricevette, infatti, in dono dalla Armosino tre spade appartenute a Garibaldi.

Gli Amici della Biblioteca Graziella D’Angelo

Pubblicato da il 13 marzo 2017. Archiviato in Attualità,Cultura. Segui tutte le risposte a questo articolo tramite il link a RSS 2.0.