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I 250 anni della Parrocchia di S.Maria Maddalena (La Maddalena) 12

(di Claudio Ronchi) – Si pensa alla costruzione della chiesa.

Abbiamo scritto, nella scorsa puntata, che il vescovo di Ampurias e Civita Pietro Paolo Carta si sarebbe recato volentieri a La Maddalena, per rendersi conto che cosa vi stesse succedendo. Nell’immobile o quasi società pastorale e contadina dell’epoca, un duplice e pressoché contemporaneo avvenimento nella stessa località, quale erano stati un’occupazione militare (ottobre 1767) e l’erezione di una parrocchia (gennaio 1768), non erano cosa da poco.

Eletto vescovo pochi anni prima, il 26 novembre 1764, mons. Carta aveva aperto a Castelsardo (che allora si chiamava Castellaragonese) il Seminario, e istituito la Parrocchia di Santa Maria Magdalena, che fu epocale perché da molto tempo non se istituivano, e fu l’unica da lui “fondata”. Fece anche una serie di visite pastorali nelle diverse parrocchie della diocesi, escluse quelle di Aggius, Bortigiadas (perché molti degli abitanti, essendo pastori, vivono nelle montagne in luoghi inaccessibili e rientrano in autunno, scrisse lo stesso vescovo) e La Magdalena, perché non c’era ancora la chiesa, alla cui costruzione tuttavia si pensava già in maniera concreta. Gli isolani la chiedevano ai comandanti militari, questi giravano la richiesta alla corte Viceregia di Cagliari la quale a sua volta la inviava al vescovo Carta. Ma a lui giungevano anche le richieste del canonico parroco Virgilio Mannu, il quale, sicuramente era colui che più ne soffriva della mancanza. Gli isolani si dichiaravano disposti a raccogliere le pietre, la terra grassa, portare l’acqua, come anche di fornire ogni giorno donne e bambini (e qualche adulto) da supporto ai muratori. Ma questi ed il resto del materiale doveva fornirlo da Diocesi.

Mons. Pietro Paolo Carta si rendeva conto che una parrocchia, la “sua” parrocchia senza chiesa non poteva esistere a lungo, e già dall’aprile del 1768 aveva fatto stanziare una certa somma di denaro a questo destinata. La corte Viceregia, dal canto suo, in clima di collaborazione, incaricò un certo tenente ingegnere Buzzolino, già impegnato nella realizzazione in loco di alcune opere militari, di preparare il progetto con i calcoli della chiesa. Sempre ad aprile del 1768, mons, Pietro Paolo Carta contattò il mastro muratore Agostino Pisano, di Tempio, per iniziare, a maggio, la costruzione della chiesa. (12 – continua) Claudio Ronchi

Pubblicato da il 5 maggio 2018. Archiviato in Storia. Segui tutte le risposte a questo articolo tramite il link a RSS 2.0.