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I 250 anni della Parrocchia di S.Maria Maddalena (La Maddalena) 1

Gli inizi

(di Claudio Ronchi) – Quando, nel gennaio del 1768, fu fondata la parrocchia di Santa Maria Maddalena, “regnava” a Roma Papa Clemente XIII ed era vescovo di Ampurias e Civita mons. Pietro Paolo Carta. Papa Clemente nel 1762 aveva inaugurato a Roma alla fontana di Trevi; nel 1766, aveva pubblicato l’enciclica Christianae Reipublicae con la quale condannava tutte le pubblicazioni che non fossero in linea con la fede cristiana e col magistero della Chiesa. Papa Clemente XIII fu anche colui che fece ricoprire le parti intime di dipinti e statue esposti nelle chiese romane. Morì il 2 febbraio 1769 a Roma.

Mons. Pietro Paolo Carta fu vescovo di Ampurias e Civita dal 26 novembre 1764 fino al 29 gennaio 1771. Fu lui che fece costruire il seminario di Castelsardo, sede vescovile, secondo le direttive del concilio Tridentino. Fu lui che nominò, nel 1767, il prete campidanese, Michele Demontis, cappellano della spedizione militare d’occupazione delle isole Intermedie e fu lui che poche settimane dopo inviò al suo posto il canonico Virgilio Mannu, nominandolo a gennaio 1768 parroco e istituendo la parrocchia di Santa Maria Maddalena, autorizzando la costruzione della chiesa. Mons. Carta fu vescovo per poco più di sei anni. Iniziò le visite pastorali nelle parrocchie, all’epoca non molte, della diocesi, ma per l’età avanzata non poté reggere a lungo alle fatiche che questa comportava, soprattutto nei trasferimenti di paese in paese attraverso le impervie strade dell’epoca. Le dovette pertanto interrompere, le visite pastorali, senza essere riuscito a visitare i paesi di Aggius e Bortigiadas e neanche quello di Maddalena, con la parrocchia appena istituita. Il vescovo Carta morì a Castelsardo nelle 1771, all’età di 74 anni, ed è sepolto nel presbiterio della cattedrale.

Quel 14 ottobre 1767, giorno dell’occupazione militare delle “Isole Intermedie” da parte di una spedizione sardo piemontese, con la truppa e i marinai delle navi c’era anche un prete, certo don Michele Demontis, campidanese. Era stato nominato dal vescovo di Ampurias e Civita, Pietro Paolo Carta, su richiesta della Corte Viceregia di Cagliari, che l’aveva fatto imbarcare, al seguito della spedizione, perché potesse dare assistenza spirituale, tanto alla truppa occupante quanto agli abitanti delle isole, che erano circa 200, dei quali una settantina a Caprera. (1-continua) Claudio Ronchi

Pubblicato da il 21 febbraio 2018. Archiviato in Storia. Segui tutte le risposte a questo articolo tramite il link a RSS 2.0.