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I 250 anni della Parrocchia di S.Maria Maddalena (La Maddalena) 18

Già nel 1766 si parlava di ponte tra Maddalena e Caprera

(di Claudio Ronchi) – Le poche volte che il parroco Antonio Mannu (1768-1769) si recò a Caprera a far visita ai suoi abitanti, in tutto una settantina, in buona parte concentrati nella parte che guarda a Maddalena, tra il mare e il Tejalone, lo fece su uno dei regi legni militari. Era infatti sì il parroco delle isole ma in primo luogo era il cappellano delle regie truppe (e per questa funzione gli veniva corrisposto il “soldo” per il suo sostentamento) e questo gli dava diritto all’assistenza logistica (l’alloggio gli era stato assegnato, come abbiamo già visto, in uno dei baraccamenti militari del Collo Piano, oggi zona Trinita) e di spostamento.

Il nostro canonico Mannu, durante la sua non lunghissima permanenza a La Maddalena, ebbe modo di sapere che già alla vigilia dell’occupazione piemontese delle isole, si pensava alla costruzione di “un ponte di legno per unire la Magdalena alla Cabrera, poco fra loro distanti per essere le isole più vaste di tutte, e che più converrebbe di aver unite per via di comunicazione”.

Questo risulta da uno “scritto concernente le Isole Intermedie alla Sardegna e Corsica”, datato Cagliari, 6 giugno 1766, due anni prima dell’occupazione militare. La spesa preventivata era di 25 lire piemontesi per trabucco. Il trabucco era un’antica unità di misura antecedente all’adozione, nel 1848, da parte di Re Carlo, del sistema metrico decimale, e corrispondeva a metri 3,0825.

 Un costo elevato per le esigue casse regie, tanto che per vederlo realizzato bisognerà aspettare un secolo e un quarto (1891), e il primo prete a passarci sopra fu un successore di Virgilio Mannu, anche lui canonico, il parroco Antonio Vico.  (18 – continua) – Claudio Ronchi

Pubblicato da il 4 ottobre 2018. Archiviato in Storia. Segui tutte le risposte a questo articolo tramite il link a RSS 2.0.