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I 250 anni della Parrocchia di S.Maria Maddalena (La Maddalena) 4

La “cristianizzazione” delle Isole

(di Claudio Ronchi) – Torniamo ora – dopo la sintetica proiezione fino ai giorni nostri – alle origini. Le popolazioni della Gallura, delle campagne e degli stazzi, come anche quelle delle isole di Maddalena e Caprera, dal punto di vista religioso (e non solo) vivevano in stato d’abbandono, distanti dalle chiese e dei sacerdoti.  “Nascono, vivono nel buio senza sacramenti e talora senza battesimo” scrisse negli anni della seconda metà del ‘700 il vescovo Ignazio Francesco Guiso, successore del vescovo Pietro Paolo Carta, quello che nel 1768 istituì la Parrocchia di Santa Maria Maddalena, ed “erano abbandonati alle inclinazioni naturali”. Nelle isole di Maddalena, Caprera e Santo Stefano questo fu valido quantomeno fino all’occupazione.

Comunque sia, il Natale del 1767, a meno di due mesi e mezzo dall’occupazione militare, fu decisamente diverso per i circa 200 corso-maddalenini che abitavano le isole di Maddalena e Caprera. Intanto perché dovettero sentirsi un po’ più sicuri dal rischio delle temute incursioni islamico-barbaresche; e poi perché il nuovo prete, il canonico Mannu, arrivato da pochi giorni in sostituzione del primo (don Demontis se n’era andato quasi subito), dovendo occuparsi non solo dei militari ma anche di loro, è probabile che in quei pochi giorni immediatamente precedenti il 25 dicembre fece loro sapere, che la mattina di Natale “il prossimo venerdì”, alla tal ora e nel tal luogo, sarebbe stata celebrata Messa, invitandoli a parteciparvi.

Nessuno dei preti della parrocchia di Bonifacio era mai giunto alle isole di Maddalena e Caprera per Natale… Quando lo facevano era in altri periodi dell’anno, in condizioni climatiche decisamente migliori, ed era per incassare le decime. Ora invece c’era un prete, addirittura un canonico della collegiata di Civita-Tempio, mandato dal vescovo della Diocesi di Ampurias (Castelsardo), che decime, per il momento, non ne stava chiedendo, anche perché era pagato dalla corte Viceregia di Cagliari.

Il 25 dicembre (era un venerdì), appunto, dovette celebrare la Messa di Natale. Se così fu, com’ è assai probabile che sia stato, fu quello il primo momento in cui militari e civili si trovarono insieme, e fu quello il primo momento – l’embrione – dal quale derivò il carattere simbiotico delle due comunità (la prima volta sotto l’egida della chiesa), carattere simbiotico che è poi proseguito per 250 anni successivi, fino ad oggi.

(4-continua) Claudio Ronchi

 

Pubblicato da il 7 marzo 2018. Archiviato in Storia. Segui tutte le risposte a questo articolo tramite il link a RSS 2.0.