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La Maddalena. (3) Angelino Canu, guerra, sacrifici e delusioni; Speronai il Proteus e diedi il braccio a Mussolini

(di Claudio Ronchi) – La guerra in Adriatico e nello Jonio continuò. Angelino Canu proseguì il suo racconto. “Durante un attacco, in Grecia, contro gli inglesi, avemmo 37 morti, 30 feriti e 7 dispersi in mare. Ne ho visto di tutti i colori, scene orribili, raccapriccianti. Sangue, molto sangue, sofferenze atroci. Gente senza gambe, con mutilazioni varie che gridavano: mamma aiuto! babbo aiuto! Mi ricordo in particolare di un marinaio, un ragazzo rimasto sbudellato dallo scoppio di una bomba. Buttava sangue dappertutto! Mi si era attaccato alle gambe, implorava il mio aiuto, che non lo abbandonassi. Che cosa potevo fargli? Arrivò un infermiere, lo lasciai a lui, e non ne seppi più nulla. Ci venne in soccorso la nave Lupo” proseguì nel racconto Canu. “I morti li seppellimmo in Grecia e portammo l’Antares all’arsenale di Venezia, per le riparazioni. Ricordo che era inverno e c’era un freddo terribile, addirittura la neve. Non avevamo da mangiare. Ognuno si arrangiava come poteva e cercava di salvarsi la pelle. Riuscii ad ottenere il permesso per sposarmi. E fortunatamente, nel 1942, ottenni l’avvicinamento in Sardegna, addirittura a La Maddalena, in famiglia. Il mio comandante mi disse: torna a casa, che ne hai visto abbastanza!”. Angelino Canu fu destinato al Comando Marina. “Ero il motoscafista dell’ammiraglio Brivonesi” proseguì nel racconto. L’ammiraglio Brivonesi il comandante della base di La Maddalena. “Con lui c’era anche l’ammiraglio Bona. Nel 1943, il 7 agosto, andammo a prendere Mussolini prigioniero, giunto con una nave da Ponza. Partimmo dal Comando Marina, in Piazza Comando. Mussolini era con un vestito nero, in abito civile. Col cappello. Era circondato da carabinieri armati fino ai denti. Porsi il braccio a Mussolini per scendere dalla scaletta della nave al motoscafo. Mi dissero di dirigermi verso Padule. Pochi minuti arrivammo alla banchina. C’era un’auto. Mussolini sbarcò. Poi lo portarono a villa Webber. Io tornai al Comando Marina”.  (3 – continua)

Pubblicato da il 10 maggio 2019. Archiviato in Cultura,News,Storia. Segui tutte le risposte a questo articolo tramite il link a RSS 2.0.