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La Maddalena. Arzachena i beni demaniali li vuole, La Maddalena li lascia volentieri alla Regione

(di Claudio Ronchi) – Due diversi atteggiamenti, determinati da mentalità differenti, di due comuni tanto geograficamente vicini quanto lontani per storia, aspetti culturali e sociali. In particolare parliamo delle amministrazioni comunali, che dei paesi sono l’espressione, sia nelle componenti di maggioranza che di minoranza, di La Maddalena e di Arzachena. Due diversi atteggiamenti – si diceva – nei confronti di beni che insistono sul loro territorio comunale e che sono di proprietà della Regione Sardegna.

Da tempo il sindaco di Arzachena, Roberto Ragnedda, rivendica i beni del demanio regionale, comunque identitari per la propria realtà locale ed ha più volte affermato che             questi devono tornare alla comunità arzachenese come le stesse ricadute economiche derivanti della loro gestione. In altre parole prima di assegnarle ai privati questi beni, da Forte Cappellini al faro di Capo Ferro ad altri, devono transitare nella proprietà comunale, in quanto sul territorio comunale di Arzachena sono ubicati, e sarà poi consiglio comunale smeraldino a deciderne cosa farne, anche di metterli a bando. Sulla stessa lunghezza d’onda anche la minoranza, quanto meno quella più consistente che si è espressa attraverso il consigliere Alessandro Malu che, al di là delle critiche “politicamente dovute” all’amministrazione comunale, comunque ribadisce gli stessi concetti.

Diverso, come si notava prima, l’approccio allo stesso argomento a La Maddalena. Compiacimento da parte dell’amministrazione Montella che, ha ribadito in un recente comunicato, interloquisce continuamente con la Regione, e che mostra soddisfazione per il fatto che questa stia mettendo a bando – in proprio – un bene importante del suo territorio comunale ed altrettanto attende che faccia per l’area ex Club Mediterranee, senza considerare i destini dell’ex Arsenale. Sull’argomento finora l’opposizione che fa capo a Gaetano Pedroni ha taciuto, mostrando di conseguenza assenso, mentre quella di Mauro Bittu-PD sebbene avanzando critiche “politicamente dovute” all’amministrazione comunale, plaude comunque all’iniziativa regionale.

In altre parole, ad Arzachena, tutti scontenti perché un bene che è nel proprio territorio comunale lo mette a bando la Regione Sardegna, secondo le regole da lei fissate e a lei saranno pagati canoni annui. A La Maddalena, nella medesima situazione, … tutti contenti.

Pubblicato da il 3 dicembre 2019. Archiviato in Attualità,News. Segui tutte le risposte a questo articolo tramite il link a RSS 2.0.