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La Maddalena. Bassa Trinita sarà raggiungibile solo a piedi o in bicicletta

(di Claudio Ronchi) – Sarà “estirpato” l’asfalto degli ultimi quattrocento metri della strada per Bassa Trinità, in quel tratto che circa cinquant’anni fa ha “violentato”, spezzandone la continuità, il prezioso sistema dunale che caratterizza per bellezza e per la finezza della sabbia bianca, la spiaggia più grande dell’arcipelago maddalenino. L’intervento di ripristino del sistema dunale, nel tentativo di porre rimedio all’arretramento della spiaggia (le dune la rialimenterebbero), è previsto nel PUL (Piano di Utilizzo dei Litorali), in corso di approvazione.

“Il Pul è uno strumento programmatorio finalizzato che a prevedere anche piani di riqualificazione ambientale. In questo caso si tratta di un progetto pilota” afferma l’assessora all’Urbanistica Anna Lisa Gulino. “È una strada cieca quella che ha interrotto il bacino della spiaggia, la correlazione tra sistema dunale e spiaggia. E questo può essere la causa o una concausa che crea l’arretramento della spiaggia, ne impedisce. Si tratterà quindi di eliminare quel tratto di strada, togliendo l’asfalto da un certo punto in poi, per poi creare una passerella di legno ciclopedonale rialzata. Il tracciato viario rimarrà ma con uno uso diverso, non più veicolare ma ciclopedonale”.

Eliminare la strada carrozzabile significa anche eliminare non solo la possibilità di sosta ma anche le due piccole aree parcheggio esistenti. Per questo, dice l’assessora Gulino, bisognerà individuarne degli altri. “È un progetto pilota che potrebbe essere applicato anche ad altre situazioni e che spero possa essere realizzato in sinergia con il Parco”.

Per quanto riguarda i due pubblici esercizi esistenti nell’area interessata dal progetto, due chioschi che fanno somministrazione e servizi turistico ricreativi “continueranno a rimanere, sono compatibili con questa pianificazione”. La strada panoramica, che parte da Due Strade e arriva a Bassa Trinita, fu realizzata in due tempi. Il primo tratto giungeva in pratica fino al bivio per lo Strangolato, e solo in un secondo momento fu realizzato il secondo lotto. In effetti era previsto un terzo intervento, che costeggiando tutta la successiva Cala d’Inferno giungesse alla fine a Carlotto, già raggiunta col prolungamento della panoramica di Nido d’Aquila, chiudendo l’anello stradale costiero. Le successive norme di salvaguardia dell’ambiente sempre più stringenti, l’istituzione del parco e l’individuazione successiva di quella zona come Sic Zps fecero ben presto cadere quel progetto, oggi assolutamente improponibile, tanto che si pensa ora di eliminare un tratto di strada asfaltata.

Pubblicato da il 10 ottobre 2018. Archiviato in Attualità,News. Segui tutte le risposte a questo articolo tramite il link a RSS 2.0.