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La Maddalena. Celebrata l’Unità d’Italia

(di Claudio Ronchi) – È stata celebrata a La Maddalena, domenica 17 marzo, la fondazione dello Stato Italiano con due momenti, il primo, a Caprera, con la deposizione di una corona sulla tomba del più popolare dei padri della Patria, alla presenza di un picchetto della Marina Militare e delle associazioni combattentistiche e d’arma; il secondo con un convegno del salone consiliare, alla presenza del prefetto di Sassari Giuseppe Marani. Sono stati relatori Franco Tamassia, direttore dell’Istituto Internazionale di Studi G. Garibaldi, e Aldo Accardo, presidente della Fondazione Memoriale Giuseppe Garibaldi.

Quello che è stato celebrato domenica è stato il 158° Anniversario dell’Unità Nazionale, della Costituzione, dell’Inno e della Bandiera.  E la manifestazione del salone consiliare, addobbato di bandierine tricolori, è iniziata proprio con l’inno di Mameli, col successivo saluto e intervento dell’assessora Maria Pia Zonca

“Il 17 marzo, coincide con il 17 marzo 1861, anno in cui fu proclamata ufficialmente la nascita del Regno d’ Italia”, ha ricordato la Zonca. “I protagonisti, gli artefici dell’unità d’Italia furono diversi, tra i più famosi: Cavour, il nostro generale Giuseppe Garibaldi, Giuseppe Mazzini… ma furono ancora tanti altri, magari meno famosi o per niente conosciuti che con coraggio e spirito di sacrificio, anche a costo della loro vita, contribuirono a riunificare l’Italia”. Ma, fatta l’Italia … bisognava fare gli italiani … “Non ci si può sentire italiani solo quando ci sono i mondiali di calcio!”, ha affermato Maria Pia Zonca.  “In questo la classe politica ha una grande responsabilità: quando tu tartassi i cittadini e nonostante questo non gli dai i servizi che meriterebbero di avere, anzi, glieli sottrai (vedi ospedale – il diritto alla salute, peraltro sancito dall’art. 32, cost.). Quando i cittadini si sentono traditi, si sentono defraudati da coloro i quali li dovrebbero rappresentare, proteggere e far vivere bene, fanno poi fatica a riconoscersi nello Stato, in questo Stato, di conseguenza, viene meno il senso di appartenenza. Il mio auspicio è che i cittadini di questo Paese possano al più presto ritrovarsi in quei valori e in quell’identità che ha radici profonde nella nostra storia”.

Il dr. Marani ha voluto sottolineare come la sua attività di prefetto di Sassari sia iniziata a La Maddalena, proprio nella medesima occasione del 2017 e si vada a concludere, a pochi giorni dalla sua andata in pensione, ancora a La Maddalena, sempre per la stessa, importante, ricorrenza

Dopo aver esposto il ruolo che svolge il prefetto e dopo aver ricordato alcuni suoi ultimi interventi non solo di ordine pubblico e di garanzia dei diritti ma anche di mediazione tra le parti dei conflitti sociali, Marani ha ricordato come, partendo da Mazzini, Garibaldi e Cavour, si sia giunti poi alla nostra Costituzione, attraverso un percorso che è da garantire e difendere, tutti i giorni.

Pubblicato da il 18 marzo 2019. Archiviato in Attualità,Cultura,News,Storia. Segui tutte le risposte a questo articolo tramite il link a RSS 2.0.