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La Maddalena. Comune e Parco si dividono sul PUL

(di Claudio Ronchi) – L’Aministrazione Montella aveva fatto i conti senza l’oste, cioè il Parco Nazionale. Non che questo sia portatore di verità assolute, né abbia prodotto strumenti importanti come ad esempio il Piano del Parco, ma pur sempre sul medesimo territorio di competenza esercita i propri poteri che comunque gli sono attribuiti dalla legge, e dei quali il Comune deve tenere conto. E così, sul PUL, il Piano di Utilizzo dei Litorali, approvato a maggioranza lo scorso aprile, il Parco, con il direttore a scavalco Augusto Navone, ha mosso i propri rilievi. Che appaiono di una posizione conservativa, di tutela, dell’ambiente, che non sempre però si concilia con l’esigenza di sviluppo in senso turistico dei 12mila abitanti che abitano queste isole.

E così, a proposito di concessioni in zone SIC/ZPS in zona Cala Trinita e Spiaggia del Morto, il Parco afferma che “non si è tenuto conto che nell’area sono presenti, oltre che endemismi e specie rare, Evax rotundata, Limonium sp, Cynomorium coccineum, anche la Silene velutina specie prioritaria”.
Augusto Navone eccepisce anche sulle Zone Z2C definite “Settore dunare degradato” dove “vengono consentite una serie di attività in contrasto con l’ambiente in argomento. La previsione di passaggio sui sistemi dunari degradati di mezzi gommati o altri autoveicoli, nonché quasi tutte le
altre attività consentite elencate, non possono essere assentite: sono previsioni che provocano un aumento del degrado del cordone dunare – per calpestio, aumento presenze, movimenti terra, etc – la duna deve invece avere la possibilità di riprendere naturalmente l’originaria formazione, come ordinano le normative di riferimento ed in particolare le Direttive comunitarie a carattere ambientale”.
Le Zone Z2C sono individuate a Bassa Trinità, Monti da Rena, Cala Lunga, Capocchia du Purpu, Cala Portese, Cala Andreani e a Porto Palma 1.

Per quanto la fruizione nelle isole minori, dove il PUL “prevede l’inserimento di servizi igienici e di informazione turistica (info point), gestiti dal Comune, attraverso l’installazione di manufatti amovibili o mediante il recupero e riutilizzo di fabbricati esistenti”, il Parco replica “sottolineando il forte impatto visivo sul valore paesaggistico”. Per l’ente di via Giulio Cesare “l’installazione di docce, potrebbe modificare in negativo gli habitat presenti; tale modifica deriverebbe dall’apporto di acqua dolce che potrebbe determinare, ad esempio, il passaggio dalla copertura del terreno a sclerofille della macchia mediterranea a copertura a canneto, un passaggio nocivo in quanto caratterizzato da temporaneità, o anche l’apporto di acqua dolce sul cordone dunare sconvolgerebbe l’assetto naturale del geosigmeto con possibile comparsa di specie aliene. Inoltre, il recupero edilizio di ruderi possono aumentare in modo incontrollato l’afflusso antropico in questi ambienti di spiaggia e negli spazi retrodunali con conseguente calpestio delle specie, frammentazione e distruzione di habitat (come l’habitat prioritario 2250 – dune costiere con Juniperus turbinata), maggiore possibilità di trasporto e introduzioni di specie aliene, maggiore inquinamento da idrocarburi e acustico”.

Più in generale, il direttore del parco scrive che “la documentazione fornita, pur essendo definita “Piano di Utilizzo dei Litorali”, sembra inquadrare e pianificare un territorio più vasto rispetto a quanto definito con DGR 10/5 del 21 febbraio 2017”. In particolare, secondo il Parco Nazionale, “sono pianificati interventi a mare e a terra apparentemente al di fuori di quanto definito come “ambito territoriale di competenza del PUL” (art. 18 DGR 10/5 del 2017). A titolo di mero esempio, si evidenzia che sono pianificate numerose nuove strutture commerciali turistiche (chioschi) in zona costiera, ricadenti al di fuori del demanio marittimo e, come evidenziato nella documentazione trasmessa, in zona H del PUC (ancora in fase di approvazione). Si realizzerebbe dunque una pianificazione delle zone H del Comune di La Maddalena in modo disgiunto dalle altre zone e dallo stesso PUC. A titolo di ulteriore esempio si segnala che è prevista una viabilità ciclopedonale dell’isola di La Maddalena, normalmente non inclusa negli elaborati del PUL.”.

Il parco ricorda poi, riguardo i cavi tarozzati, “che gli stessi non possono essere posizionati in area Ma (es. Cala dello Sforzato/Relitto)”.
Prossimamente pubblicheremo le ragioni dell’assessora all’Urbanistica, Annalisa Gulino.

Pubblicato da il 17 luglio 2019. Archiviato in Attualità,News. Segui tutte le risposte a questo articolo tramite il link a RSS 2.0.