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La Maddalena. Don Paolo Piras? Un Santo!

(di Claudio Ronchi) – “Mite, generoso, santo”. Le parole sono di mons. Pietro Meloni, che ordinò don Paolo Piras sacerdote. E a riferirle, nell’omelia pronunciata durante la Messa funebre, è stato  il vescovo Sebastiano Sanguinetti. Mons. Meloni, “che lo ha conosciuto bene”, ha affermato Sanguinetti, “non ho avuto paura ad usare questi tre termini”.

La mitezza: “Era sicuramente una dote per qualche verso innata ma anche una scelta di vita, una modalità di relazione interna personale e pastorale che più di tutte rispondeva alle sue corde più profonde, che lo portavano ad essere attento alle persone, ad ascoltarle, ad essere sempre rispettoso di tutti, ad entrare in profondità nel loro vissuto senza mai essere preponderante o invadente”.

La generosità, ha proseguito il vescovo, era “nell’ascolto, nell’accompagnamento spirituale, nell’essere ministro della misericordia di Dio, nel sacramento della confessione ma anche nel tendere la mano a chi a lui si rivolgeva per avere un sostegno materiale, a volte anche chi approfittava della sua volontà e della sua generosità. Una volta, ha proseguito mons. Sanguinetti, “io stesso l’ho invitato ad essere più attento ed avveduto nei confronti di chi approfittava della sua generosità. Mi ha sempre risposto con un sorriso ma ha continuato a farlo”.

La santità: “Tutti abbiamo apprezzato il suo lungo sostare in preghiera, in chiesa e non solo. Davvero un uomo di Dio, come siamo soliti dire, ma non di una santità e spiritualità disincarnata, di una santità e una spiritualità che riempiva di Dio tutta la sua vita e le sue molteplici relazioni interpersonali”.

Di don Paolo Piras ha detto ancora il vescovo Sebastiano Sanguinetti, tutti noi abbiamo apprezzato “le doti umane, spirituali e sacerdotali”. Un uomo e un sacerdote “povero in spirito, mite, uno che ha fame e sete della giustizia, misericordioso, puro di cuore, operatore di pace, capace di piangere con chi piange, di avvicinarsi ogni giorno alle sofferenze degli altri”.

Don Paolo Piras, 74 anni, è morto a Sassari il 31 marzo, dopo circa due mesi di agonia in seguito un’emorragia cerebrale. La salma era giunta a La Maddalena il 1° aprile alle 13:30 e trasportata nella chiesa di Santa Maria Maddalena dove è stata allestita la camera ardente. Nel pomeriggio corpore presente è stata recitata la coroncina alla Divina Misericordia, il Rosario e Vespri dei defunti. Alle 18 la Messa. Alle 21 c’è stata una veglia di preghiera con poesie di don Paolo e testimonianze.

La mattina del 2 aprile, alle 9:30, ci sono stati l’Ufficio delle Letture dei defunti, le Lodi Mattutine e il Rosario. La Messa funebre è stata celebrata alle 11:00 presente il vescovo mons. Sanguinetti, il vicario generale mons. Andrea Raffatellu, il parroco don Andrea Domanski, don Domenico Degortes, don Davide Mela, don Roberto Aversano, padre Massimo Terrazzoni, don Sandro Serreri, don Paolo Pala, don Raimondo Satta ed altri sacerdoti. La Messa è stata animata dal coro Santa Cecilia. Massiccia la presenza dei fedeli. C’era il sindaco Montella (che al termine della funzione ha preso la parola) con alcuni componenti l’amministrazione comunale e i comandanti delle due stazioni dei carabinieri.

Pubblicato da il 2 aprile 2019. Archiviato in Attualità,Cultura,News. Segui tutte le risposte a questo articolo tramite il link a RSS 2.0.