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La Maddalena. E’deceduto don Paolo Piras; aveva 74 anni

(di Claudio Ronchi) Lo scorso 28 gennaio era stato colpito da un’emorragia celebrale. Trasportato al Pronto Soccorso del Paolo Merlo da qui era stato trasferito in elicottero a Sassari dove, questa mattina 31 marzo, è deceduto. Aveva 74 anni.

Si era commosso don Paolo Piras quando, nel corso dell’omelia pronunciata due anni fa, nel 2017, in occasione dei 25 anni di sacerdozio, aveva ricordato la mamma e il papà ormai da tempo deceduti. Mentre ricordò con garbo e nostalgia gli anni vissuti a fianco allo zio paterno prete, don Paolo anche lui, per tanti anni parroco di Luogosanto. Lo stesso paese dove lui, il nipote, poco

Don Paolo Piras sotto la neve, davanti alla chiesa, ‎sabato ‎11 ‎febbraio ‎2012

dopo l’ordinazione sacerdotale avvenuta 25 anni prima, svolse funzioni di parroco. Una vocazione adulta quella di Paolo Piras, avvenuta come disse lui stesso, quando ancora pensava di mettere su famiglia, ma che fin dai primi anni della giovinezza era stata latente nella sua mente e nel suo cuore.

Nato a La Maddalena nel 1945, a un passo dall’Istituto San Vincenzo, a diciott’anni aveva conseguito il diploma magistrale. Bersagliere a Caserta, dopo il servizio militare aveva insegnato per qualche tempo alle Scuole Elementari e lavorato successivamente nei Cantieri di Rimboschimento e all’E.C.A. (Ente Comunale Assistenza). Nel 1972 aveva partecipato a un concorso pubblico che lo aveva portato, per tanti anni, a svolgere il lavoro di impiegato (in molti ne ricordano ancora la gentilezza e la disponibilità) presso l’Ufficio Anagrafe di La Maddalena.

Cresciuto nell’Azione Cattolica, successivamente aveva aderito, con altri giovani maddalenini, a Comunione e Liberazione di don Giussani, il quale per un paio d’estati venne a passare qualche giorno di vacanza nell’Arcipelago. Poi, negli anni ‘80 si fece più forte e dirompente la chiamata al sacerdozio e nel 1985 Paolo Piras decise di fare il grande passo. Lasciò il lavoro ed entrò in Seminario, prima a Tempio e poi in quello maggiore di Cuglieri.

Ad ordinarlo sacerdote fu, nel 1992, a La Maddalena, mons. Pietro Meloni. Nella gremitissima chiesa di Santa Maria Maddalena (erano allora quasi cinquant’anni che un maddalenino non veniva ordinato sacerdote) don Paolo Piras, dopo aver ricevuto l’ordinazione sacerdotale, si rivolse, commosso, ai fedeli ricordando la “voce della chiamata”, alimentata fin da bambino dalla “appassionata vocazione eucaristica” della madre Vittorina, e “la dedizione fedelissima” del padre e dello zio prete (per anni come già ricordato, parroco di Luogosanto, morto negli anni sessanta a La Maddalena dove si era ritirato in pensione). Don Paolo Piras invocò inoltre “fiducia ed unità” per i maddalenini. “Qualunque cosa succeda – affermò – non perdiamoci d’animo; non scoraggiamoci mai. Tutto è espressione della Provvidenza e dell’amore di Dio. Anche le disgrazie nascondono talvolta una grazia. Ricuciamo gli strappi, ricomponiamo le controversie nelle famiglie, nella comunità politica”. Era allora parroco mons. Salvatore Capula e sindaco Giuseppe Deligia.

Dopo qualche tempo trascorso a Luogosanto, per molti anni è stato cappellano dell’ospedale Paolo Dettori di Tempio. Poi, per questioni di salute don Paolo Piras fu trasferito da mons. Paolo Atzei a La Maddalena, dove era vacante il posto di cappellano del Paolo Merlo. Per anni don Paolo ha integrato la propria infaticabile missione di cappellano nel nosocomio cittadino a quella – di fatto – di viceparroco Santa Maria Maddalena, non tralasciando peraltro di collaborare con la parrocchia di Moneta nei giorni di assenza di don Andrea Domanski, con quella militare specialmente negli ultimi anni col titolare vacante, e col parroco di Palau don Salvatore Matta (e ultimamente con nuovo parroco don Paolo Pala), che sostituiva anche in questo caso quando è assente o impedito, a Luogosanto, dove da giovane aveva trascorso molto tempo dallo zio prete. Normalmente don Paolo celebrava Messa nella cappella dell’ospedale, in Santa Maria Maddalena, e nella chiesa di via Don Vico, a Padule. Trascorreva molto del suo tempo in confessionale e seguiva alcuni gruppi ecclesiali.

Negli ultimi anni tuttavia la salute è stata malferma e lo scorso anno aveva subito un intervento al cuore. Sembrava che si fosse dimesso quando, il 28 gennaio scorso, è stato colpito da un’emorragia celebrale. Trasportato al Pronto Soccorso del Palo Merlo da qui era stato trasferito in elicottero a Sassari dove, questa mattina 31 marzo, è deceduto all’età di 74 anni.

Pubblicato da il 31 marzo 2019. Archiviato in Cultura,News. Segui tutte le risposte a questo articolo tramite il link a RSS 2.0.