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La Maddalena. Gallus: impegni o solo promesse?

(di Claudio Ronchi) – Erano le 12:55 quando, dopo una visita all’ospedale Paolo Merlo, durata circa un’ora e mezza, Domenico Gallus, presidente della VI Commissione Regionale Sanità, nel salone consiliare ha aperto ufficialmente i lavori. Erano presenti diversi membri della commissione stessa, alcuni consiglieri regionali del territorio, assessori e consiglieri comunali, medici responsabili dei servizi e alcuni infermieri, le associazioni isolane che da tempo si battono per la difesa dell’ospedale.

“Stiamo rischiando, sebbene si tratti di una comunità insulare, sede disagiata, di finire non in seconda ma in terza scelta nel panorama sanitario regionale”, ha affermato il sindaco Montella. “Non si può tener conto dei numeri, la sanità deve arrivare ovunque nel territorio”.

Dopo il sindaco sono intervenuti i medici Salvatore Mariolu (che ha consegnato una relazione), Stefano Cataldi, Maria Sanna, Vincenzo Bifulco, Laura Fastame, Rina Pileri, i rappresentanti di quattro tra associazioni e comitati e una sindacalista (Lia Salvi, Emanuela Cauli, Aldo Pireddu, Vincenzo La Cava, Luisa Maccioni), che hanno rappresentato ai commissari regionali criticità vecchie, nuove e “in arrivo” del nosocomio cittadino.

Il presidente Domenico Gallus ha ricevuto un applauso quando ha dichiarato, su autorizzazione dell’assessore Mario Nieddu, che in assessorato a Cagliari sono al lavoro sulle motivazioni da allegare alla richiesta di deroga al Ministero della Salute per la riapertura del Punto Nascita.

“Faremo la richiesta di deroga per restituirvi il Punto Nascita”, ha affermato.

Ero già stato informato, da incontri fatti in precedenza, della situazione critica di La Maddalena ma oggi, dopo la visita fatta, mi rendo conto che la situazione è peggiore di quanto potessi aspettarmi”, ha poi dichiarato il presidente della Commissione Regionale Sanità. E si è rammaricato di aver visitato un bellissimo ospedale quale in effetti è, dal punto di vista logistico e strutturale, il Paolo Merlo, e di vederlo però così limitato nei servizi offerti ai pazienti: “un pugno nello stomaco!”.

Gallus non ha voluto polemizzare con i predecessori ma ha affermato: “tocca a noi dare delle risposte!”. Un’affermazione che ci si augura sia davvero un impegno e non una delle tante promesse.

Pubblicato da il 8 ottobre 2019. Archiviato in Attualità,News. Segui tutte le risposte a questo articolo tramite il link a RSS 2.0.