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La Maddalena. Gli tatuavano un numero sull’avambraccio sinistro e diventavano nulla …

(di Claudio Ronchi) – La suggestione musicale è stata selezionata da Marcella Marcialis, i disegni e le silhouettes che hanno fatto da sfondo realistico erano di Stefania Missio. Come da diversi anni a questa parte, la direttrice Maria Caterina Conti ha organizzato nella Biblioteca Comunale la Giornata della Memoria, dedicata alla Shoah, allo sterminio degli ebrei, un’atrocità che non va dimenticata, in tempi in cui specialmente, sia nel mondo occidentale ma ancor di più in altre parti del mondo è forte l’avversità al popolo d’Israele. E c’è chi vorrebbe distruggerlo.

“Ogni bambino ha un nome”, è stato il titolo della serata. “Abbiamo parafrasato il titolo di una poesia di una poetessa israeliana contemporanea, Zenda, (Ogni uomo ha un nome)”, ha detto Margherita Scarpaci. “Il concetto di nome non è solo giuridico né un modo per identificare una persona; un nome è qualcosa di più, fa parte di quella gamma di diritti naturali che già nel Seicento filosofi come John Locke avevano riconosciuto propri di una persona e inalienabili. Neanche lo Stato può toccare il diritto al nome nessuno. Ma i nazisti l’hanno fatto, i nazisti tatuavano, una volta spogliatigli di vestiti e oggetto personale, spogliavano anche dei loro nomi gli ebrei. Gli tatuavano un numero sull’avambraccio sinistro e diventavano nulla”. Stasera, ha proseguito la Scarpaci, “vogliamo ridare dignità non solo al popolo ebraico ma anche vogliamo dare voce e dignità a quegli ebrei che all’epoca erano bambini. Abbiamo individuato delle lettere, lettere di una madre un figlio che non ha più rivisto; delle ninnenanne che non sono state più cantate; abbiamo individuato delle poesie che ricordano e danno voce a quei bambini che oggi riavranno un nome”.

Le letture dei testi, a cura degli Amici della Biblioteca sono state di Maria Assunta Aru, Francesca Sanna, Maddalena Migliore, Lucia Spanu, Gianna Deiana, Margherita Scarpaci e Maria Caterina Conti.

Pubblicato da il 25 gennaio 2019. Archiviato in Cultura,News. Segui tutte le risposte a questo articolo tramite il link a RSS 2.0.