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La Maddalena. Ho tagliato e respirato l’amianto

La Maddalena. Ho tagliato e respirato l’amianto.

“Sai quanto ne ho maneggiato, di amianto, nel posto dove ho lavorato e cioè in Arsenale”. Dell’argomento, commentando un articolo recentemente pubblicato da Il Vento, dal titolo “Terribile amianto”, ha parlato a Radio Arcipelago Francesco Ferrandicco, nel corso della trasmissione che conduce dal titolo: Chiamate la Radio. Lui lavorava nei magazzini e “quando un’officina doveva eseguire un lavoro, ad esempio quello di fasciare un tubo di scarico, o di coibentare una caldaia o svolgere altri interventi, gli operai venivano nel magazzino e prendevano, ad esempio, 5 m di amianto. Questo veniva sfilato dal sacco e veniva tagliato. Lo avevamo, l’amianto, in corda, in fogli di diversi spessori, in ‘materassi’, in pasta. In Arsenale, a maneggiarlo siamo stati in tanti, mi riferisco dagli anni ’60 in poi. Io l’ho tagliato, l’amianto, e in tante persone abbiamo respirato quella roba. Fortunatamente il sottoscritto fino ad ora è qua e ne parla…”.

Che il problema sia sentito a La Maddalena lo conferma il fatto che con circa 160 firme, depositate il 4 gennaio scorso in Comune e indirizzate al sindaco, sia stata chiesta l’istituzione dell’Anagrafe delle Vittime dell’Amianto. L’iniziativa è stata seguita dal delegato dell’AFeVA Sardegna per La Maddalena, Vincenzo Scotto. “La ragione della creazione di un’anagrafe delle vittime dell’amianto” è scritto nella richiesta, “risiede nel fatto che questa permetterebbe di far luce sul reale numero delle vittime e quindi delle famiglie colpite. Chiediamo che, all’interno dell’eventuale registro, le famiglie possano documentare le malattie asbesto-correlate dei propri cari, anche solo sospette, in quanto riconoscimento di tali malattie in tempi passati non è stato semplice come invece può esserlo oggi”.

Nei giorni scorsi Vincenzo Scotto ha incontrato il vicesindaco Massimiliano Guccini. “Insieme alla dottoressa Campo e a Vincenzo Scotto – ha riferito Guccini – abbiamo fatto un’indagine di tipo normativo ma non abbiamo trovato una cornice giuridica definita che ci autorizzi ad istituire questo registro. L’unico precedente riscontrato è quello del comune di Casale Monferrato dove si produceva l’amianto. Siamo tuttavia rimasti d’accordo con Scotto che il comune assicurerà all’AFeVA la disponibilità di un locale della Biblioteca Comunale, in modo che periodicamente un loro incaricato, esperto della materia, possa venire alla Maddalena per dare informazione e assistenza ai cittadini interessati alla problematica”. Da parte nostra, ha proseguito l’assessore, “abbiamo grande sensibilità per questa tematica”.

Vincenzo Scotto delegato dell’AFeVA, da canto suo, non si ferma e, ci dice, “sto lavorando in proprio, sto provvedendo io, contattando persona per persona, famiglia per famiglia”. Intanto, il 28 aprile, nel salone consiliare di La Maddalena, ha organizzato un convegno sull’argomento. Claudio Ronchi

Pubblicato da il 13 maggio 2017. Archiviato in Attualità,News. Segui tutte le risposte a questo articolo tramite il link a RSS 2.0.