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La Maddalena. I cent’anni di Lia Origoni

(di Claudio Ronchi) – Era commossa, Lia Origoni, maddalenina, cent’anni compiuti domenica 20 ottobre, quand’è entrata nell’aula consiliare, affollatissima, e ha ricevuto, per il suo compleanno, un’affettuosa e prolungata ovazione. Dopo il saluto del vicesindaco Massimiliano Guccini, del presidente del consiglio comunale Roberto Ugazzi ed una breve presentazione da parte di Giancarlo Tusceri, la Origoni ha risposto ad una decina di domande che alcuni presenti le hanno rivolto, ricordando momenti ed episodi della sua giovinezza e della sua vita artistica ed esprimendo opinioni e valutazioni sui ieri e su oggi.

A far da cornice alla serata una mostra fotografica sulla sua fulgida carriera, applaudita nei più grandi teatri europei, da Roma a Parigi, da Milano a Berlino a Napoli. Negli anni ’30, ’40 e ’50 del ‘900 Lia Origoni è stata cantante, attrice di teatro, “artista eclettica”. Tutto ciò che la riguarda si può digitare su Internet, dalla biografia a tutte le sue attività artistiche, ai sui brani, alle sue interpretazioni, ai suoi compagni di “scena” che sono andati, giusto per fare qualche nome da Rabagliati ad Anna Magnani, da Totò a Macario, per non parlare delle regie, una tra tutte quella di Giorgio Strehler. Lia Origoni negli anni ’50 e ’60 è stata inoltre voce radiofonica ed ha partecipato a numerosi programmi della nascente televisione italiana.

Ma la serata di festa per i suoi cent’anni, domenica scorsa, nel salone consiliare, più che guardare al suo passato dell’artista, ha approfondito l’aspetto umano e la “seconda vita”. E questo attraverso soprattutto la proiezione di un documentario, registrato qualche anno fa, del regista Tore Manca, che Lia Origoni ha intervistato nella propria casa e tra le proprie cose più care, per le strade di La Maddalena, al supermercato. Una donna che, dismessi ad appena 50 anni i panni di artista indiscussa, di diva applaudita e ricercata, ha posto fine volontariamente ad una carriera che ancora avrebbe potuto darle grandi soddisfazioni, per ritirarsi a vita privata.

Ma come ha vissuto Lia Origoni dopo i primi cinquant’anni il suo secondo mezzo secolo di vita? C’è stato un periodo di relativo riposo durante il quale si è dedicata ai tanti suoi hobby. La svolta è arrivata quando aveva ottant’anni, come ha ricordato lei stessa. Da sempre appassionata di tecnologia (nei teatri e negli studi televisivi tempestava di domande tecnici e registi), è rimasta sempre più affascinata dal sorgere e dal diffondersi di quella digitale della quale, con grande passione ed evidenti capacità, è andata sempre più appropriandosene. Tutto ciò che ha potuto raccogliere – articoli, giornali, libri, manifesti ma soprattutto dischi in vinile e grandi “pizze” di registrazioni  Rai riguardanti le sue performance artistiche – con pazienza e precisione lo ha trasposto digitalmente, depurandolo – lei stessa – di tutto ciò che ne pregiudicava limpidezza e  purezza del suono, ammodernandolo e pubblicandolo, lei stessa, nella grande e sterminata platea di Internet. Una produzione artistica alla quale Lia Origoni tuttora aggiunge qualcosa; una sua seconda vita artistica, che raccoglie dal passato, vive nel presente ed è proiettata nel futuro.

Pubblicato da il 21 ottobre 2019. Archiviato in Attualità,Cultura,News. Segui tutte le risposte a questo articolo tramite il link a RSS 2.0.