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La Maddalena. I giovani consumano sempre più alcol

(di Claudio Ronchi) – Se in Sardegna si beve sempre di più – come emerge dai dati Istat – analoga cosa avviene a La Maddalena. Anche all’isola è boom tra i giovanissimi, giovani donne comprese. Da un piccolo sondaggio presso alcuni bar emerge che alle donne piace particolarmente il vino mentre gli uomini gradiscono di più la birra. Il fenomeno

invece non riguarderebbe particolarmente i superalcolici che però vengono utilizzati per gli sballi con sostanze stupefacenti dai giovanissimi.

C’è qualche isolano che frequenta il Serd di Olbia e all’Isola continua ad operare il gruppo Alcolisti in Trattamento curato dal Centro di Ascolto il Delfino.

“C’è un aumento del consumo di alcolici preoccupante e pericoloso tra i giovanissimi”, conferma Agostino Canu. “Lo vediamo soprattutto nei fine settimana e l’abbiamo visto nei giorni di Carnevale”. C’è troppa libertà nell’acquisto degli alcolici, prosegue il responsabile del Delfino, e a volte poco controllo da parte dei genitori. Chi tra gli adulti di oggi, quand’era in età adolescenziale, non ha fatto la bravata di prendersi una “scimmia?”. Questo però rimaneva, allora, normalmente, un fatto isolato nella vita di ciascun giovane, a volte legato a qualche momento particolare. Ora invece diventa più frequente per alcuni giovani, e quando si parla di giovani ci si riferisce a 13enni, 12enni e qualche volta anche a 11enni. E le ragazzine, poco più che bambine, non sono molto da meno.

Spesso questi ragazzi non hanno validi riferimenti nelle loro famiglie. Genitori divisi o litigiosi spesso dedicano poca attenzione a chi invece, in fase pre e adolescenziale, ne avrebbe particolarmente bisogno. E questo accade in qualche caso anche perché sono gli stessi genitori che caratterialmente o per situazioni di vita non si pongono nei confronti dei loro figli come punti di riferimento positivi. A volte tutt’altro. Ma il consumo di alcolici riguarda anche figli di famiglie “normali”, non è detto …

Cosa si potrebbe fare? Intanto una intensificazione di attività preventiva e informativa da parte degli uffici sociali comunali. Poi, senza dubbio, da parte della scuola, dove spesso la formazione dei ragazzi è relegata alle materie scolastiche. Ma anche la Chiesa e i cristiani possono fare qualcosa. Il catechismo, ad esempio, potrebbe essere l’occasione per mettere in guardia da certi pericoli. Analogamente l’attività degli oratori. E qui si potrebbe correggere una incongruità. Le attività oratoriali si svolgono normalmente durante l’anno catechistico, quando i ragazzi sono oberati di impegni scolastici, sportivi e di altra natura. Ma cessano, chiudono i battenti, gli oratori, proprio nel periodo estivo quando ragazzi e ragazze non avendo più altri impegni, sono lasciati spesso a se stessi, a vagabondare tra una spiaggia, il bar e la discoteca. È in quella fase dell’anno, probabilmente, che gli oratori, colmando il grande vuoto nel quale si vanno a ritrovare giovani e giovanissimi, potrebbero svolgere un importante ruolo.

Pubblicato da il 10 giugno 2018. Archiviato in Attualità,News. Segui tutte le risposte a questo articolo tramite il link a RSS 2.0.