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La Maddalena. I patogeni “seccano” a Caprera gli alberi; non è stata rinnovata convenzione con l’Università di Sassari

Quella con l’Università di Sassari faceva parte di quel pacchetto di convenzioni, nel tempo stipulate dal presidente del Parco Nazionale Giuseppe Bonanno, che per le note vicende di dissidi tra lo stesso e il direttore, e tra il primo e una parte consistente del direttivo, non vennero rinnovate (e che poi portarono al commissariamento dell’ente) o. Da oltre un anno dunque è scaduta e non è stata rinnovata la convenzione con l’Università di Sassari per lo studio e l’indicazione dei relativi efficaci interventi atti a fronteggiare il fenomeno della diffusione di “funghi patogeni” che hanno assalito, fino a portarli ad essiccamento, nell’isola di Garibaldi, diversi lecci, acacie, eriche, ginepri e anche pini. Appurato a suo tempo, scientificamente, che i patogeni sono la causa degli essiccamenti delle specie vegetali indicate, rimane il dubbio – anche perché nessuno studio è stato più possibile fare finora in proposito – se anche le rigogliose piante di mirto che hanno da sempre caratterizzato l’isola di Caprera stiano subendo la medesima sorte oppure se la recente “moria” riscontrata sia dovuta invece alla siccità prolungata. Per il mirto, dicono all’Ufficio Ambiente del Parco, sembrerebbe quest’ultima la spiegazione. E qualche speranza sembra esserci visto che una ricognizione recentissima ha portato all’osservazione della presenza di polloni in rami che ormai sembravano essiccati. Al di là di questo rimane il fatto che quella convenzione con l’Università di Sassari, non sia stata più rinnovata. Claudio Ronchi

Pubblicato da il 20 novembre 2017. Archiviato in Attualità,News. Segui tutte le risposte a questo articolo tramite il link a RSS 2.0.