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La Maddalena. Il “Piccolo Principe” tradotto in isulanu

Il Piccolo Principe, l’opera letteraria per ragazzi, scritta da Antoine de Saint-Exupéry, ora è anche in isulanu.  “U Principinu”, è questo il titolo in maddalenino, è stato tradotto da Gian Carlo Tusceri, e pubblicato per i tipi di Papiros, di Diego Corraine. Il libro è stato presentato lo scorso 17 novembre nel salone consiliare, e ai diversi interventi si sono alternati alcuni filmati della riduzione teatrale per le scuole, interpretata da ragazze e ragazzi del Collettivo Elicriso, opera rappresentata lo scorso anno al teatro della fortezza dei Colmi.

“Mi fa piacere che ci sia un po’ di gente. Temevo un po’ …, visto l’andazzo che si sta instaurando in quest’isola, di apatia, di disaffezione”, ha esordito lo scrittore, poeta e regista isolano Giancarlo Tusceri, salutando i convenuti. “Mi fa piacere che la sala sia quasi piena …”, gli ha fatto eco il sindaco Luca Montella, motivando l’affermazione con la considerazione che una presenza piuttosto significativa di pubblico fosse legata “non tanto forse solo a cosa, di cosa si scrive ma anche a chi lo scrive …”.

“Dopo la Bibbia che è la più tradotta al mondo, al secondo posto, una volta, c’era il manifesto di Marx oggi io credo invece che al secondo posto ci sia Il Piccolo Principe di Antoine de Saint-Exupéry”, ha affermato l’editore nuorese Diego Corraine. “Io mi occupo di sardo e di lingue in generale, piccole lingue, più piccole sono più mi affascinano, soprattutto quando resistono nel tempo perché dimostrano una forza sproporzionata rispetto alla dimensione di cui sono portatrici, poche migliaia, a volte anche poche centinaia di parlanti. Quest’opera, ha proseguito l’editore, è arrivata a quasi 300 traduzioni nel mondo. Oltra al sardo concorre, è stata pubblicata da parte della sua casa editrice anche in tabarchino, algherese, franco-provenzale, maltese, e presto lo sarà anche in castellanese, in occitano, e in greco di Calabria eccetera. A questo punto c’è anche la traduzione in isulanu.

“La traduzione di un testo non è mai cosa semplice”, ha affermato l’intellettuale Antonio Conti. “Giancarlo è da sempre un perfetto bilingue, isolano-italiano, possiede un’assoluta padronanza del dialetto ed è un convinto assertore dell’idea che la nostra lingua sia lo strumento adatto che consente di costruire e di esprimere la nostra visione del mondo. Egli usa fedelmente questo concetto come asse portante della propria poetica, in particolare l’isulanu è per lui la lingua dell’anima, capace di esprimere i sentimenti più sinceri e riflettere le varie sfumature del sentire umano”.

Anche in quest’opera, ha proseguito Antonio Conti, scrittore, poeta e massima autorità indiscussa di parlata isulana, “il nostro studioso ha compiuto un lavoro filologico attento e concreto di studio, e di approfondimento del significato del testo, mantenendo genuine e inalterate tutte le sfumature e il senso presenti, con pazienza e perizia, e dimostrando grande sensibilità. In questo preziosissimo lavoro”, ha proseguito Antonio Conti, “è possibile recepire tutto il carattere identitario e la personalità della nostra lingua, ed è possibile riconoscerne l’appartenenza ad un orizzonte linguistico essenzialmente corso. Giancarlo è riuscito a raggiungere un risultato di altissima qualità”. “Sono commosso, Tonino, per tutto quello che hai detto; forse non merito tutto quello che hai detto ma mi fa piacere che tu l’abbia detto …” lo ha ringraziato, piuttosto commosso, Tusceri. Claudio Ronchi

Pubblicato da il 14 dicembre 2017. Archiviato in Attualità,Cultura,News. Segui tutte le risposte a questo articolo tramite il link a RSS 2.0.