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La Maddalena. Il primo atto della “Resistenza” in Italia ai nazi-tedeschi. Inaugurazione del monumento il 13 settembre

(di Claudio Ronchi) – Nei giorni scorsi sono iniziati, da parte della sezione ANPI di La Maddalena, i lavori di erezione del monumento ai caduti del 13 settembre 1943, il primo o tra i primissimi atti di reazione delle forze armate italiane sul territorio nazionale nei confronti dell’esercito nazi-tedesco occupante, uno dei primissimi episodi della resistenza. Il monumento verrà inaugurato con una cerimonia che si preannuncia di carattere nazionale, il prossimo 13 settembre. Per motivi politici e retaggi ideologici le gesta di reazione da parte di militari italiani in servizio a La Maddalena sono sempre state sottaciute o comunque non le sono state mai attribuita l’importanza storica che in effetti meritano.

II fatti eroici del 13 settembre 1943 che sono parte integrante e importante della storia di La Maddalena – allorquando un gruppo di militari, comandati da Carlo Avegno – poi medaglia d’oro – s’opposero con le armi all’invasione nazi-germanica dell’Arcipelago – meritano davvero di assurgere ad importanza nazionale. Gesta che diedero grande dignità a delle divise della Marina, dell’Esercito e dei Carabinieri, non sempre portate con onore. Il monumento sta sorgendo a Moneta, tra i giardini con prato inglese appena realizzati, tra la sede Enel e piazza Don Giuseppe Riva. In effetti in un primo momento Santo Ugo e Antonello Tedde, rispettivamente presidente e vicepresidente della sezione di La Maddalena-Palau dell’ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia), avevano pensato di collocarlo laddove una volta c’era “Porta Ponente” lo storico e più importante cancello d’accesso dell’Arsenale MM (Carlo Avegno era il direttore di quell’Arsenale). Constatato però che quel sito è ormai isolato e poco frequentato, pensarono di collocarlo in una grande aiuola esagonale posta di lato alle Scuole Elementari. L’amministrazione Montella ha invece assegnato un’area spostata di una cinquantina di metri, in continuità con gli interventi di rivalorizzazione del sito che oltre alla Piazza Don Giuseppe Riva vede anche il monumento alla solidarietà dello scultore Pinuccio Sciola.

La realizzazione del monumento dedicato agli eroi del 13 settembre 1943 (nei combattimenti perso la vita 28 persone), è stato possibile grazie ad un finanziamento della Regione Sardegna di 20.000 euro, scaturito da un emendamento alla Finanziaria regionale presentato dal consigliere Pierfranco Zanchetta.

Il progetto è stato realizzato dall’architetto Almo Bramucci che è anche il direttore dei lavori. Il monumento è alto 3 metri, lungo 5 e mezzo e profondo oltre 2 metri; occupa una superficie di circa 12 m². Il muro, a partire dal piano superiore del basamento sarà rivestito di marmo nero e farà da sfondo a tre piani verticali sovrapposti rispettivamente, a partire dal muro, di bianco statuario, pietra serena grigia e bardiglio verde. Il piano più vicino al muro (bianco statuario) rappresenta in modo stilizzato gli archi del Molo Carbone dell’ex Arsenale. Il piano intermedio (pietra serena grigia) sarà la sagoma della corazzata Roma. Il piano finale, più piccolo dei precedenti e sistemato all’estremità sinistra (per lo spettatore) del monumento rappresenterà, in modo stilizzato, le sagome di due combattenti con le armi in pugno. Il monumento sarà sorvegliato da telecamere.

Pubblicato da il 6 luglio 2019. Archiviato in Attualità,Cultura,News. Segui tutte le risposte a questo articolo tramite il link a RSS 2.0.