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La Maddalena. La bandiera del Trieste: il sindaco boccia la proposta di Belli

GV Belli

(di Claudio Ronchi) – C’è chi l’ha presa molto seriamente e con entusiasmo, chi invece come una boutade, la proposta lanciata qualche giorno fa dall’ex presidente del Consiglio Comunale ed ex assessore Gian Vincenzo Belli, circa la possibilità che la consegna della bandiera all’appena varata portaerei, Trieste, destinare a diventare la nave ammiraglia della Marina Militare Italiana, possa avvenire nelle acque di La Maddalena. “Dopo aver appreso del varo della nuova nave della Marina Militare denominata Trieste, unità di ben 245 metri e con decine di uomini di equipaggio”, ha scritto Belli, “mi sono permesso di lanciare una petizione online (https://www.change.org/p/ministero-della-difesa-la-maddalena-invita-la-nave-triete) per sollecitare e proporre al Sindaco di La Maddalena Luca Montella, di inviare al Ministro della Difesa Elisabetta Trenta, un invito ufficiale, affinché possa esser scelta la nostra città per la consegna ufficiale della bandiera. Da prassi, la ‘bandiera di combattimento’ di una nuova unità navale della Marina, è offerta da un Ente, Comune o Associazione”.

Ma è proprio nel primo cittadino di La Maddalena che la proposta-Belli non raccoglie il consenso auspicato. “Capisco l’iniziativa Belli di andare a cercare qualsiasi cosa che possa mettere in evidenza La Maddalena”, ha risposto il sindaco. “Penso tuttavia che la città di Trieste, come al 99,9% sarà, avrà, come già per il nome stesso della città e per la sua importanza geografica, la predominanza su La Maddalena. C’era forse da pensarsi su un attimo, e fare proposte più ricevibili”, commenta il sindaco. “Trieste festeggerebbe il varo di una nave a lei intestata, noi l’affondamento!”.

È lo stesso Belli che ricorda, nella sua proposta, la tragica fine dell’incrociatore Trieste, il 10 aprile del 1943, “bombardato e affondato nella rada di Mezzoschifo, tra La Maddalena e Palau, dove trovarono la morte quattro Ufficiali, sei Sottufficiali e sessantasette tra Sottocapi e Comuni, più un palombaro che era stato inviato da La Maddalena per un recupero. Il relitto fu recuperato negli anni cinquanta e, opportunamente messo in grado di galleggiare, fu ceduto alla Reale Marina spagnola che intendeva trasformarla in una portaerei, progetto che però non ebbe seguito per cui, alla fine, fu demolita. Ancora oggi è chiaramente visibile sul fondale il solco lasciato dalla Nave e numerosi sono i rottami sparsi e semisommersi dal fango, tra i quali è attualmente ancora distinguibile la manichetta del palombaro, un vestito da palombaro con resti umani e numerose ossa sparse sul fondo, presumibilmente appartenenti ai numerosi dispersi”.

Ad affondare il Trieste furono 84 quadrimotori B 17 anglo-americani, che sganciarono il loro carico di morte da un’altezza di 5.000 metri, irraggiungibile dalla nostra contraerea.

Un altro aspetto complicherebbe poi la faccenda, ricorda il sindaco di La Maddalena: che ormai da anni la cerimonia in ricordo del tragico affondamento e dei suoi morti, avvenuta sotto Monte Altura, viene organizzata dal Comune di Palau …

E chi dice che il sindaco Manna non colga la palla al balzo?

 

Pubblicato da il 10 giugno 2019. Archiviato in Attualità,News. Segui tutte le risposte a questo articolo tramite il link a RSS 2.0.