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La Maddalena. La calotta cranica dell’uomo di Spalmatore? Mai partita per le analisi

(di Claudio Ronchi) – Sono ancora chiusi in cassaforte in Comune e non sono mai partiti per gli esami presso l’Università del Salento, i frammenti di calotta cranica ritrovati a Spalmatore, nel 2012, dall’archeologo Tomaso Di Fraia. Il motivo? Dalla Sovrintendenza di Sassari, ha riferito la delegata alla Cultura Roberta De Marzo, appresa la notizia della volontà del Comune di La Maddalena di farli esaminare, c’è stato un alt all’operazione, rivendicando, sulla materia, la propria competenza.

Dalla Soprintendenza hanno fatto sapere che sarebbero venuti a La Maddalena per ritirare tali reperti, cosa che peraltro che non è stata ancora fatta. Il prof.  Di Fraia, rinvenne nella baia di Spalmatore una scatola cranica, frammenti di mandibola e di diversi denti. Nelle vicinanze furono ritrovati anche resti di ceramica. A quale epoca appartengono? Al Neolitico, come si pensa, o a tempi più recenti? Per dare una risposta certa, dopo alcune indecisioni, l’amministrazione comunale alla fine del 2018 avena finanziato gli esami. Che sono però tuttora da fare …

Pubblicato da il 5 aprile 2019. Archiviato in Attualità,Cultura. Segui tutte le risposte a questo articolo tramite il link a RSS 2.0.