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La Maddalena. La casa di Nazaret, così umana così normale

(di Claudio Ronchi) – Era incentrata sulla tenerezza della casa di Nazaret, dove Gesù trascorse la propria infanzia, l’omelia di don Andrea Domanski, alla sua prima celebrazione da parroco, nella chiesa di Due Strade, dove era stato ancora conservato il presepe a fare da opportuno sfondo alla festa del Santo Bambino di Praga, lo scorso 27 gennaio.

E don Andrea ha ricordato quando, lui bambino, in Polonia sua terra natale, sentì da un anziano sacerdote parlare di un Gesù Bambino “che girava per la sua casa, in mezzo alle pentole, dietro la Madonna”. Momenti di intimità e di normalità quotidiana. O, facendo riferimento al film di Mel Gibson, drammatico e atrocemente crudele sulla passione di Cristo, don Andrea ha ricordato due momenti “tenerissimi e bellissimi” dell’infanzia di Gesù. Quando, “correndo vicino casa, inciampa, cade e si sbuccia un ginocchio, inizia piangere e corre dalla mamma per gettarsi tra le braccia, come fanno tutti i bambini”. E poi quando, Gesù-ragazzo, aiuta la mamma a tirare il secchio dell’acqua dal pozzo, ad un certo punto prende l’acqua nelle mani e gliela spruzza sul viso. “Un gesto carinissimo, un gesto affettuoso che ci fa capire come la vita di quella famiglia, della sacra famiglia, fosse del tutto normale, fatta di momenti dolci, teneri, momenti delle risate, degli scherzi”.

E a questa vita “normale”, ha ricordato don Andrea, Gesù ha dedicato il 90% del tempo che ha trascorso sulla terra.

La realtà della nostra vita quotidiana, “non può essere divisa tra le cose della fede in chiesa e nel momento in cui prego, mentre tutto il resto è un’altra cosa. Dio è entrato nella nostra realtà, e tutto quello che è umano non è distaccato da Dio”. È la strada della quotidianità che ci portano al Signore.

Pubblicato da il 29 gennaio 2019. Archiviato in Cultura,News. Segui tutte le risposte a questo articolo tramite il link a RSS 2.0.