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La Maddalena. La storia dell’Arsenale ma soprattutto degli arsenalotti

“Passare davanti a quella che un tempo era chiamata ‘Porta Ponente’ e della quale oggi non resta che un anonimo muro, mi riempie di tristezza perché il pensiero va alle migliaia di operai che, al suono della campana, vi sono transitati e dove il coraggioso direttore Carlo Avegno, negli anni della Seconda Guerra Mondiale, si oppose alla prepotenza nazista. È come se quella porta si fosse chiusa per sempre, lasciandosi alle spalle le vicende e i ricordi di coloro che hanno vissuto”.

Belle parole dense di nostalgia e malinconia con spunti per ulteriori riflessioni, quelle di Fernando Piras, arsenalotto in pensione, che allo stabilimento di Moneta ha dedicato un preziosissimo lavoro materializzandolo nel libro: Per non dimenticare, Arsenale Militare Marittimo La Maddalena.

Una ricerca certosina quella di Fernando Piras, che parte da fine Ottocento fino al crepuscolo e al tramonto nel Terzo Millennio di una struttura che è stata parte essenziale della storia di La Maddalena, forse si potrebbe anche dire la “Storia” di La Maddalena, che ne ha determinato lo sviluppo demografico e l’indirizzo, sociale, politico, sindacale, umano, culturale e religioso.

All’interno di quel cancello che oggi non c’è più, di Porta Ponente, “eradicato” da progettualità discutibili, hanno vissuto la loro vita oltre 2000 civili e diverse centinaia di militari. Una ricchezza infinita oltre che di foto, di storia e di notizie, è contenuta nel libro di Piras ma la parte più preziosa, la sua peculiarità indiscutibile è sicuramente quella che traccia i profili anagrafici e familiari di quella “gente” dell’Arsenale, giunta da ogni parte d’Italia, preziosissima in quanto consente di ricostruire, come scrive lo stesso autore, “le vicende dei legami di molte famiglie e quindi approfondire, attraverso le loro origini, un periodo storico culturale della nostra comunità” durato 120 anni. Non è tanto la storia dell’Arsenale quanto quelle degli arsenalotti quella documentata, ed in questo soprattutto sta la grandezza e la preziosità di quest’opera che nei 250 anni dalla fondazione di La Maddalena Fernando Piras, dopo un lavoro durato anni, ha consegnato alla comunità isolana.

Questo libro dal titolo “Per non dimenticare”, ha scritto nella presentazione il sindaco Luca Montella, “non è solo una passeggiata nel passato di coloro che all’interno vi sono citati, ma è anche la storia e l’identità di un intero popolo, delle nuove generazioni, che sono tali solo perché i nonni o i padri hanno lavorato lì, potendosi permettere in questo modo un futuro”. Claudio Ronchi

Pubblicato da il 16 novembre 2017. Archiviato in Attualità,Cultura. Segui tutte le risposte a questo articolo tramite il link a RSS 2.0.