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La Maddalena. La vittoria del 1793 ricordata col sindaco e il parroco di Luogosanto

(di Claudio Ronchi) “Se non ci fosse stata quella vittoria, la vita della nostra città sarebbe stata diversa e forse anche quella della Sardegna”. Le parole sono state pronunciate lunedì 23 febbraio scorso nella chiesa di Santa Maria Maddalena, dal parroco emerito don Domenico Degortes all’inizio della Messa solenne e cantata, di ringraziamento per la vittoria che proprio il 23 febbraio del 1793 maddalenini e galluresi ottennero, respingendo l’assalto della Francia giacobina e rivoluzionaria rafforzata da truppe corse. In quell’occasione ci fu la resistenza della piccola flotta locale della Real Marina Sarda, dalla popolazione maddalenina, della chiesa diocesana, di miliziani galluresi. Oltre alle gesta eroiche del nocchiere Domenico Millelire.

La Messa è stata concelebrata col parroco di Luogosanto, don Sandro Serreri, presenti il sindaco di Luogosanto, Agostino Pirredda, e l’assessore maddalenino Claudio Tollis, un ufficiale in rappresentanza della Marina, un ufficiale in rappresentanza della Capitaneria di Porto, diversi agenti della Compagnia Barracellare.

“Dobbiamo dire grazie a quei valorosi, che hanno rischiato la vita per difendere la comunità” ha detto don Degortes. “Quelle persone che hanno invocato anche l’aiuto divino, come dice del resto anche lo stendardo: Per Dio e per il Re, vincere o morire. Nello stendardo c’è Santa Maria Maddalena. Ma è stata invocata anche la Madonna di Luogosanto. Ci fa piacere che oggi oltre al sindaco e al vicesindaco di Luogosanto, ci sia anche il parroco, don Sandro che è stato quasi 10 anni a La Maddalena. È bella questa unità tra La Maddalena e la Gallura, perché la Gallura allora si era mobilitata. Però c’era la fede, perché la fede aiuta a difendere i valori i valori umani e cristiani”.

Dopo la rievocazione dei fatti d’arme contestualizzati al momento storico, da parte della professoressa Giovanna Sotgiu, ha preso la parola l’assessore Claudio Tollis. L’insegnamento da trarre da quei fatti è che non si arresero. “Probabilmente questa comunità l’ha mantenuto nel DNA. Una comunità che non si arrenderà mai e siamo ben orgogliosi di ricordarlo ogni anno in questa commemorazione religiosa e civile”. Il sindaco di Luogosanto dal canto suo ha sottolineato che “la solidarietà fra le comunità è fondamentale anche se oggi per fortuna non si combattono battaglie con i cannoni”.

Pubblicato da il 26 febbraio 2019. Archiviato in Attualità,News,Storia. Segui tutte le risposte a questo articolo tramite il link a RSS 2.0.