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La Maddalena. Le difficoltà del Parco Nazionale

(di Claudio Ronchi) – Nessuna notizia è giunta fino ad ora dal Ministero dell’Ambiente, né riguardo la nomina del direttore del Parco Nazionale, né la sostituzione delle tre consigliere dimissionarie. Del resto, il consiglio di amministrazione manca anche del rappresentante del Comune di La Maddalena, il cui nominativo il sindaco Montella si era rifiutato di dare volendo che fossero quattro e non uno i maddalenini di nomina comunale.

Per quanto riguarda il direttore, il consiglio direttivo del Parco Nazionale quasi tre mesi fa aveva selezionato una terna, scaturita da una selezione tra una trentina di domande. Prima di procedere a porte chiuse all’esame delle stesse, il direttivo si era dato dei criteri, ed uno di questi era stato quello di non prendere in considerazione le domande presentate da aspiranti direttori nati o residenti alla Maddalena. Una decisione che aveva messo fuori gioco quattro candidati isolani, che ha destato diverse perplessità perché approvata proprio del consiglieri d’amministrazione maddalenini, ed in contrasto con quanto sempre sostenuto sia dalle forze politiche locali che dal consiglio comunale relativamente al fatto che il Parco della Maddalena, insistendo su un unico comune che gli mette a disposizione tutto il proprio territorio, debba essere governato da maddalenini. Ad ogni modo al Ministero dell’Ambiente starebbero ritardando la nomina del direttore non per questo motivo ma per alcune questioni procedurali relative alla formazione della terna.

Nel frattempo va avanti Augusto Navone, direttore titolare dell’Area Marina Protetta di Tavolara, e nominato a scavalco direttore di quello della Maddalena dal presidente Fabrizio Fonnesu. Navone è riuscito nelle scorse settimane a trovare un accordo col personale su questioni retributive e lo sta cercando anche sull’annosa questione delle performance. Sta ora lavorando alla stesura del bilancio di previsione, senza l’approvazione del quale poco o niente si può operare. E di problemi da risolvere ce ne sono, soprattutto di carattere ambientale (ambiente prima ragion d’essere dell’esistenza del Parco): la tutela della posidonia, l’erosione delle spiagge, l’eccessiva pressione antropica e la regolamentazione degli afflussi, la decimazione della pinna nobilis, la moria di alberi a Caprera, l’invasione di cinghiali, giusto per citarne qualcuno). Oltre alla questione Mauro Morandi, l’ex guardiano di Budelli, dagli indubbi risvolti mediatici. A sette mesi dall’insediamento dal presidente Fonnesu si attendono le prime risposte.

Pubblicato da il 12 gennaio 2019. Archiviato in Attualità,News. Segui tutte le risposte a questo articolo tramite il link a RSS 2.0.