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La Maddalena. Lo Stato (e la Marina) decisivi per la storia di La Maddalena. Alberto Sega ne spiega i perché

(di Claudio Ronchi) – Se non fosse stata sede militare, particolarmente della Marina, e particolarmente per circa un secolo, dalla fine dell’800 alla fine del ‘900, la storia di La Maddalena sarebbe stata ben diversa e diversa oggi anche la situazione. Di questo aspetto fondamentale della comunità isolana se ne occupa Alberto Sega, militare in pensione giunto nell’Arcipelago per motivi di servizio, e qui rimasto avendovi messo su famiglia, direttore per alcuni anni dell’Arsenale Militare di Moneta, appassionato di storia locale, socio fondatore del Corisma (Comitato Ricerche Storiche Maddalenine) e socio fondatore dell’UTE (Università della Terza Età).

Alberto Sega nel suo libro, frutto di sue accurate ricerche e di una sistemazione organica del materiale esistente, approfondisce i primi cruciali anni che hanno determinato la storia di La Maddalena e forgiato le caratteristiche della sua popolazione proveniente da varie parti d’Italia, composta da militari e civili ma in simbiosi tra loro anche perché molti giovani con le stellette hanno sposato giovani donne isolane, mettendo su famiglie e generando prole che a sua volta ha indossato la divisa o è andata a lavorare presso enti militari.

L’autore del libro, che porta il titolo “Il peso dello Stato, la fortificazione dell’arcipelago della Maddalena” edito da Paolo Sorba, traccia la storia delle strutture più significative, dall’Arsenale all’Ospedale Militare, dal Comando Marina al Genio, dalla costruzione dei palazzi civili quali quello comunale e scolastico all’ospedale Garibaldi, dal carcere all’Istituto San Vincenzo, giusto per citarne qualcuno. Il tutto partendo dall’occupazione-militare del 1767 per arrivare al periodo delle grandi fortificazioni di fine Ottocento.

“Con il formidabile incremento delle attività lavorative, dei traffici dei commerci che derivò dalla costruzione di tutti delle strutture e infrastrutture necessarie per fortificare l’arcipelago” scrive Sega, “l’isola cambiò volto; l’abitato si estese, l’arredo urbano prese un aspetto nuovo, più elegante ricco, più pretenzioso; il modesto borgo marinaro salì ben presto al rango di piccola città”. Città che ha avuto una vita prospera fin quando lo Stato e la marina sono stati fortemente presenti (e per oltre un trentennio anche la marina degli Stati Uniti) e che oggi è in declino. Ma questa seconda parte della storia isolana Alberto Sega probabilmente lo tratterà in una nuova pubblicazione.

Il libro “Il peso dello Stato” è stato presentato lo scorso 2 dicembre nel Salone Consiliare, alla presenza di un folto pubblico, dal giornalista e studioso Piero Bardanzellu.

Alberto Sega ha pubblicato nel 2002 per Weber editore “L’uomo di Padule”, e nel 2008, editi da Paolo Sorba, in collaborazione con Giovanna Sotgiu, i libri “Un’isola e il suo ammiraglio” e “La sentinella sulle Bocche”.

Pubblicato da il 11 Dicembre 2019. Archiviato in Attualità,News. Segui tutte le risposte a questo articolo tramite il link a RSS 2.0.