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La Maddalena. Il 3 febbrario 2008 fu beatificata suor Nicoli, la suora che tenne a battesimo l’Istituto San Vincenzo

La foto è di Tommaso Antonelli

(Claudio Ronchi)Questa domenica sarebbe la memoria liturgica (che slitta a lunedì) della Beata Giuseppina Nicoli , conosciuta a Cagliari come la suora de “is piccioccus de crobi” e ricordata a La Maddalena come la suora che tenne a battesimo l’Istituto San Vincenzo e a questa struttura trasmise i carismi della Carità e della proclamazione della Parola che contribuirono in maniera significativa, undici anni fa, alla sua elevazione agli “onori degli altari”. È stata proclamata beata a Cagliari, il 3 febbraio 2008, dal cardinale prefetto della congregazione per le cause dei santi José Saraiva Martins, rappresentante di Papa Benedetto XVI.

Quel 15 luglio del 1903 (di 115 anni fa) a tenere l’inaugurazione ufficiale della nuova presenza vincenziana nell’Arcipelago, non furono né il vescovo di Tempio e Ampurias, la cui sede era vacante, né l’arcivescovo di Sassari che amministrava la nostra diocesi e nemmeno la visitatrice della Sardegna che aveva sede a Cagliari. La Provvidenza volle che fosse Lei, la Beata, che allora era superiora dell’Orfanotrofio di Sassari ad accompagnare una “sua” suora, la torinese trentatreenne Teresa Fior, appena nominata superiora, che insieme a suor Pizzorno e a suor Barberis, costituirono quella prima comunità. Suor Giuseppina Nicoli, figlia di un magistrato, originaria dell’Oltrepò Pavese, in Sardegna dal 1885, allora quarantenne, a La Maddalena rimase solo per pochi giorni per poi ripartire per Sassari dov’era superiora dell’Orfanotrofio e successivamente, dopo un breve periodo in Continente, per Cagliari.

La Maddalena contava in quegli anni circa 8.000 abitanti, la maggior parte dei quali, come scrisse il missionario vincenziano padre Giovanni Battista Manzella, erano o lontani dalla fede o addirittura contro la fede. Ma c’era anche tanta povertà, disoccupazione, disagio sociale. La militarizzazione, con la realizzazione di caserme e infrastrutture, offrendo possibilità di lavoro aveva portato in pochissimi anni a triplicare la popolazione che era arrivata da ogni dove.

L’impronta che suor Giuseppina Nicoli diede alla sua attività presso l’Asilo della Marina di Cagliari – dove negli anni successivi era stata destinata – fu la stessa, per molti versi, che le sue consorelle diedero alla Maddalena perché anche qui, come lì, c’erano molte zone povere e sovraffollate, con catapecchie e  case monostanza, dove famiglie numerose vivevano nella più grande promiscuità, con servizi igienici inesistenti o precari, e in una grande povertà oltre che materiale anche morale e spirituale.

La Marina, a Cagliari, dove suor Nicoli operò per molti anni, era simile ad alcune zone di La Maddalena (dalla zona alta di Gavetta a Via Balbo al quartiere di Due Strade per esempio); anche qui infatti (come anche antiche foto testimoniano), c’erano bambini e bambine scalzi e denutriti che giravano per il porto di Cala Gavetta (a Cagliari al mercato e alla stazione) per portare la spesa a ricci e benestanti come anche i bagagli ai viaggiatori in parte civili e in gran parte militari e alle loro famiglie che arrivavano via mare. E anche qui c’erano tante ragazzine il cui destino era o poteva essere quello del vendere il proprio corpo per un tozzo di pane o poco più, in particolare ai tanti militari presenti.

Famiglie numerose, con molte bocche da sfamare, salari bassissimi, padri spesso alcolizzato e violenti. Quadri familiari che, a ricordare i racconti di nonni e bisnonni, non erano certamente infrequenti. Presso l’Istituto San Vincenzo, fin dai primi mesi dalla sua apertura, fu costituita l’associazione delle Figlie di Maria, dedicata all’assistenza ai poveri, agli ammalati, all’infanzia e alle giovinette, le cui componenti, insieme alle suore, prestarono soccorso nelle strade e nelle case dell’Isola. Vennero avviati un laboratorio per ragazze (e successivamente l’Orfanotrofio), le prime classi delle scuole elementari e l’asilo infantile. Nel frattempo suor Nicoli era a Cagliari, dove svolse la missione per la quale è stata beatificata ma la sua “impronta” era rimasta a La Maddalena, dove aveva inaugurato l’Istituto San Vincenzo. Claudio Ronchi

La memoria di suor Nicoli viene celebrata a La Maddalena domani, lunedì 4 febbraio, nella chiesa del Santo Bambino di Praga (Due Strade). Ore 16.30 Rosario; ore 17.00 Messa (non ci sarà in Santa Maria Maddalena la Messa delle ore 18.00).

Pubblicato da il 3 febbraio 2019. Archiviato in Cultura,Storia. Segui tutte le risposte a questo articolo tramite il link a RSS 2.0.