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Pillole di Storia di La Maddalena 1: L’anno in cui Maddalena poteva diventare francese o americana

Pillole di Storia di La Maddalena 1: L’anno in cui Maddalena poteva diventare francese o americana.

Nel 1822, mentre Luigi XVIII Re di Francia, su sollecitazione corso-bonifacina, con atto diplomatico contestava ancora il possesso dei Savoia delle Isole Maddalenine (occupate militarmente nel 1767 e difese strenuamente nel 1793) gli Stati Uniti d’America chiedevano in concessione un tratto di costa nell’isola di Maddalena (quale non è dato al momento sapere) dove poter costruire una base navale, avamposto strategico-militare nel Mediterraneo attraverso il quale poter difendere i loro interessi economici. A tale richiesta, che vedeva possibilista il Re Sabaudo Vittorio Emanuele I, s’oppose con forza il barone-ammiraglio Giorgio Andrea Des Geneys, che pochi anni prima aveva trasferito il comando supremo della Marina del Regno di Sardegna da La Maddalena a Genova. Proprio in quell’anno Des Geneys aveva fatto mettere in posa, ad opera dei forzati, il pavimento della chiesa parrocchiale e William S. Craig, un inglese con affari nell’isola (costantemente presenti, gli inglesi …) , ne aveva disegnato e fatto realizzare il portone d’ingresso. Nel 1822 tra Maddalena, Caprera, Santo Stefano e le isole minori si contavano circa 1600 abitanti, nettamente calati rispetto agli anni precedenti (quando la popolazione era salita a circa 2000 anime) dopo il trasferimento dei Comandi Militari e della Flotta a Genova. Il bailo in quell’anno era Virgilio Spano, il sindaco Pasquale Galloni, il parroco Giovanni Battista Biancareddu. Claudio Ronchi

  

 

 

 

 

Pubblicato da il 26 febbraio 2012. Archiviato in Storia. Segui tutte le risposte a questo articolo tramite il link a RSS 2.0.