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La Maddalena: Pillole di Storia 6. Assoggettati alla Giz’yah

La Maddalena: Pillole di Storia 6. Assoggettati alla Giz’yah.

Probabilmente nel 752 dopo Cristo le isole dell’Arcipelago erano disabitate ma se avessero avuto degli abitanti, sopravissuti alle scorrerie arabo-barbaresche, questi si sarebbero dovuti assoggettare alla Giz’yah, un tributo di guerra comprensivo della non conversione all’Islam, del riscatto delle persone fatte schiave e dei beni sequestrati. Cos’era successo? Gli arabi erano allora in espansione nel Mediterraneo e proprio nel 752 il governatore dell’Africa, Abd Al-Rahmân, dopo una serie d’incursioni comnquistò la Sardegna, uccidendo molti abitanti e assoggettando la sua popolazione al pagamento della Giz’yah. L’occupazione mussulmana non dovette durare a lungo, forse, una trentina d’anni, sebbene le incursioni siano sempre continuate con intensità più o meno elevata. E lo conferma il fatto che nessuna traccia arabo-mussulmana sia rimasta nell’Arcipelago, come niente o quasi sia rimasto di traccia nel resto della Sardegna, tranne  nella zona di Assemini dove sono state rinvenute alcune iscrizioni su stele funeraria ed alcune monete. Di questa fase storica parlano fonti arabe che scrissero. “Nell’anno 135 / 752-753 Abd al Rahman ibn Habib ibn Abu ‘Ubaydah al-Fihri assalì quest’isola (la Sardegna, ndr) e fece strage degli abitanti. Poi vennero a patti [sottoponendosi al pagamento della] giz’yah che fu [effettivamente] riscossa. [L’isola] rimase [in queste condizioni] e dopo di lui nessuno la invase. Nel frattempo [continuarono] a popolarla i Rum”. (tratto da ‘Sardegna e Mediterraneo: dai Vandali agli Aragonesi. Antologia di fonti scritte’, Pisa, 1993, pp. 56 sgg, di Laura Galoppini). Claudio Ronchi

Pubblicato da il 26 marzo 2012. Archiviato in Storia. Segui tutte le risposte a questo articolo tramite il link a RSS 2.0.