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La Maddalena. Protesta per il Paolo Merlo, indirizzata ad Olbia, a Cagliari e a Roma

(di Claudio Ronchi) – Un gruppone di maddalenini, non numerosissimo ma articolato nelle varie componenti della comunità, ha esercitato ieri pomeriggio il proprio diritto di protestare, di manifestare il proprio dissenso per come la politica e la burocrazia sanitaria di ieri e di oggi stanno trattando quel bene prezioso che è l’ospedale Paolo Merlo. Bene realizzato, a partire dagli inizi degli anni ‘70, da amministratori comunali accorti e da politici regionali e nazionali lungimiranti e preoccupati del bene delle popolazioni dalle quali venivano eletti per preoccuparsi, tra le altre cose, di un bisogno primario qual è quello della salute.
Organizzata dall’associazione Presidio Ospedaliero Paolo Merlo, la manifestazione di ieri pomeriggio, martedì 3 dicembre, ha visto in piazza Garibaldi diverse realtà del paese, da quella sindacale a quella politica nelle diverse componenti, da quella commerciale e imprenditoriale a quella associativa, ai pensionati, al mondo sportivo, a quello religioso.
Sebbene norme discutibili precludano ai dipendenti della Asl di prendere la parola in pubbliche manifestazioni si è notata nella piazza Garibaldi, durante la manifestazione di ieri, una certa presenza di medici e personale ospedaliero, segno di una preoccupazione crescente sulla situazione dell’ospedale nel quale prestano servizio.
Ieri è emerso tuttavia un aspetto, che è quello dell’isolamento di La Maddalena (non solo geografico che ne fa, degli ospedali sardi, un caso unico di sede insulare e disagiata) su questo problema; hanno riferito gli organizzatori di aver invitato alla manifestazione molti sindaci, ma si è dovuta constatare la loro assenza, anche di quelli più vicini del circondario, le cui popolazioni soprattutto in passato quand’era più efficiente ma anche ora utilizzano questo ospedale
A prendere la parola sono stati i rappresentanti sindacali di Uil e Cgil, il sindaco, un assessore e un consigliere di minoranza. L’approvazione del Piano Sanitario 2020, ha scritto l’Associazione che ha organizzato la manifestazione, “non conceda all’Ospedale Paolo Merlo niente di quanto previsto dalla legge, niente di quanto promesso in campagna elettorale, niente di quanto assicurato nelle visite istituzionali”. Il rischio, ha detto il presidente Aldo Pireddu, “è che il Piano Sanitario 2020 possa portare alla trasformazione del Paolo Merlo da Stabilimento Ospedaliero a Casa della Salute”.
Chi era in piazza, ieri, protestava per tutto ciò. Una protesta indirizzata ad Olbia, a Cagliari e a Roma.

Pubblicato da il 4 dicembre 2019. Archiviato in Attualità,News. Segui tutte le risposte a questo articolo tramite il link a RSS 2.0.