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La Maddalena. Quando a Spalmatore furono trovati cinque scheletri (1)

(di Claudio Ronchi) – (1-continua) – Indubbiamente nei secoli passati la cala di Spalmatore, nell’isola di Maddalena, dovette essere piuttosto frequentata, forse già dal neolitico. La sua posizione evidentemente, a ridosso dei forti venti dominanti, e la presenza di acqua, vi fece convergere molti naviganti. E lo testimonia il fatto che in quella cala siano state trovate delle ossa. Abbiamo raccolto la testimonianza di un maddalenino, Antonio Biddau, nella foto, che nel 1964 era solo un ragazzino e con la famiglia stavano procedendo alla realizzazione di quello che può per molti anni è stato il locale di Spalmatore.

Stavamo scavando le fondamenta” ci racconta Antonio, “e ad un certo punto abbiamo trovato, primo una calotta poi un femore. In un primo momento avevamo pensato resti di un buiu marino, un delfino, poi, scavando ancora abbiamo trovato altre ossa ed altre ancora. Abbiamo trovato in tutto cinque scheletri ovvero, cinque resti di crani con femori altre ossa. Erano tutti allineati e convergevano verso una pietra rettangolare liscia, con un buco al centro”.

Antonio Biddau ricorda che il fratello maggiore, Aldo, avvertì i carabinieri. E che giunsero successivamente degli esperti da Sassari.

Un sopralluogo lo fece il medico condotto Renzo Manca. “Dott. Manca aveva detto che i denti erano ancora in buone condizioni, che poteva trattarsi di etruschi”.

La storia di questo ritrovamento è quella ricordata da Antonio Biddau. Chi avesse altre notizie può aggiungerle attraverso la pagina facebook del giornale. Sarebbe interessante approfondire la storia …

(1 – continua – Claudio Ronchi)

Pubblicato da il 13 marzo 2019. Archiviato in Attualità,Cultura,News,Storia. Segui tutte le risposte a questo articolo tramite il link a RSS 2.0.