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La Maddalena. Quando la prima centrale elettrica era al “Ricreatorio”, 120 anni fa

(di Claudio Ronchi) – Fu 120 anni fa circa, nei primi mesi del 1899, che entrò in funzione la prima centrale elettrica di La Maddalena, una quindicina d’anni dopo il che primo impianto di illuminazione pubblica iniziò a rischiarare le notti a Torino e Milano. A portare l’innovazione nell’Arcipelago fu la Regia Marina Militare. L’argomento viene trattato con dovizia di particolari nel libro, Paolo Sorba editore 2019, “Il peso dello Stato, le fortificazioni dell’arcipelago della Maddalena”, scritto da Alberto Sega, militare in pensione e appassionato di storia locale. Le pratiche per la costruzione di una stazione elettrica militare erano iniziate nel 1895 ma ci vollero quasi quattro anni per vedere le prime lampade accese. In realtà da qualche anno presso il forte di Piticchia e nella batteria di Palude operavano alcune macchine fotoelettriche che servivano per il controllo del mare circostante. La prima centralina elettrica, scrive Alberto Sega, “probabilmente la prima centrale di tutta la Sardegna”, era collocata nel Lungomare di Mirabello, nel capannone attualmente adibito a Chiesa Militare e che fino agli anni ‘80 del ‘900 ospitava il Ricreatorio, il cinema che a giorni alterni proiettava per i militari e per i civili. La stazione elettrica entrata in funzione “era appena sufficiente per alimentare sette fabbricati di piazza Umberto e la banchina, il circolo e la banchina di Cala Chiesa, oltre al proiettore sistemato sul tetto del comando, per un totale di 370 lampadine.  Aveva all’epoca il comando della piazza il contrammiraglio Candiani. Alla fine del 1901 ci fu un potenziamento della centrale che riuscì a servire l’ospedale militare e le sue pertinenze, la strada che porta verso Cala Camicia, la darsena del Regio Arsenale, altri fabbricati situati a est di piazza Umberto. Nel corso degli anni poi ci furono ulteriori potenziamenti. Quella centrale del Lungomare Mirabello, scrive Alberto Sega, funzionò fino a dopo la Seconda Guerra Mondiale quando fu spostata all’interno dell’Arsenale dove ha alimentato per decenni tutti gli enti militari. “La necessità da parte della Marina di mantenere la possibilità di produrre energia autonomamente – scrive Sega – ha salvato quest’impianto dalla dismissione che ha colpito lo stabilimento di lavoro nel 2007: Una piccolissima porzione dell’area turistica privata, subentrata a quella industriale dello Stato, assicura ancora oggi luce ed energia alle banchine e agli uffici dei vari comandi ed enti della Marina maddalenina”.

Pubblicato da il 9 Febbraio 2020. Archiviato in Attualità,Cultura,News,Storia. Segui tutte le risposte a questo articolo tramite il link a RSS 2.0.