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La Maddalena. “Senza di Te”: profili di donne vittime di “violenza sottile”

(di Claudio Ronchi) – La violenza sulle donne non è solo quella fisica o anche violentemente verbale, che culmina nei casi più drammatici nel femminicidio. Ce n’è un’altra, perpetrata tra le mura di casa, più sottile, non eclatante, senza risvolti esterni: “Una sottile violenza”. Il tema è stato sviluppato dalla scrittrice maddalenina Maria Assunta Aru, nell’approfondimento psicologico di sei personalità di donne, aventi tutte, apparentemente, un tranquillo rapporto con il marito o partner, rapporto che invece da una introspezione più profonda risulta essere “sottilmente violento”. Attraverso la voce narrante di Margherita Scarpaci i sei personaggi creati dalla Aru, sei donne comuni, diverse tra loro, che abitano nello stesso stabile, hanno raccontato la loro storia. La prima è la portinaia che si è ripresa la propria vita dopo l’esperienza matrimoniale fortemente negativa.

La seconda è una vedova, non più giovane, che ha trascorso una vita “piegata ad assecondare il marito, soffocata dal suo carattere predominante”. Dopo la sua morte gli dice: “Senza di te la mia vita è una tardiva, autentica primavera.

Un’altra donna ha avuto un compagno maniaco della perfezione, un lungo rapporto sebbene non abbiano mai convissuto. Ho cercato sempre di adeguarmi, confessa la donna, costretta ad una dieta salutista, fatta di palestre e privazioni gastronomiche. “Sono diventato un guscio vuoto”. Poi il coraggio di lasciarlo. “È finita Stefano, voglio ricominciare con la pizza, voglio una vita più autentica e umana: senza di te mi sarà decisamente possibile”.

Particolare poi la storia di una coppia sessantottina, antisistema, che ha vissuto gli anni della contestazione. Lei che l’ha seguito nell’impegno politico e negli entusiasmi giovanili andati gradualmente scemandosi, delusione dopo delusione, rammarico dopo rammarico, soprattutto quando lui, per poter sopravvivere, avendo avuto nel frattempo anche due figli, si è dovuto ripiegare a “un lavoro sicuro”, all’interno del sistema, anche se lui, afferma lei, “non è mai stato padre”. Lei, adattatasi facilmente, lui no per cui lei ha dovuto fare “da mediatore tra lui e il mondo”. Un vecchio ribelle deluso lui, una donna stanca lei, che soffre con rammarico, scelte giovanili lontane. “Io senza di te sarei una donna diversa”, è la conclusione finale.

Altro personaggio è quello di una donna che ha vissuto la routine della vita di coppia senza figli. Moglie di un uomo non affascinante, pomposo e supponente, non innamorata di lui ma da lui dipendente. Anche in questo caso lo lascia: “io senza di te, finalmente imparerò a vivere”.

Il quadro “devastato” della vita di queste coppie, che generato infelicità, irrealizzazione, frustrazione, ha tuttavia un risvolto di speranza nell’ultima donna, Maria, la quale, dopo aver percorso, tra alti e bassi, parte della propria esistenza, da sola, alla fine si ritrova a decidere una cosa a quel punto importante: sceglie l’uomo che ama.

Le interpreti dei profili di donne create da Maria Assunta Aru sono state Margherita Scarpaci, Lucia Spanu, Francesca Sanna, Maddalena Migliore, Gianna Deiana e Monica Bulciolu. La manifestazione, dal titolo “Senza di Te”, si è svolta nel salone consiliare lo scorso 22 novembre, in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Erano tra gli altri presenti il vicesindaco Massimiliano Guccini, l’assessora Mariapia Zonca e la consigliera Emilia Malleo.

Pubblicato da il 26 novembre 2018. Archiviato in Cultura,News. Segui tutte le risposte a questo articolo tramite il link a RSS 2.0.