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La Maddalena. Società in house: Niente scuse a Del Giudice, che chiede l’accesso agli atti

(di Claudio Ronchi) – Franco Del Giudice, preso atto che alcuna scusa, come da lui attesa, ha ricevuto dall’amministrazione comunale, né nel corso dell’ultimo consiglio comunale né successivamente, ha chiesto l’accesso agli atti in merito alla discussione del 12 luglio scorso, quella relativa alla nomina dell’amministratore unico della società in house Maddalena Ambiente.

Il presidente della Delcomar aveva partecipato alla manifestazione di interesse, mettendo a disposizione del comune e della cittadinanza, per la delicata fase d’avvio della società comunale che dovrà gestire il servizio di nettezza urbana dal prossimo 3 agosto, i titoli conseguiti e la lunga esperienza manageriale conseguita; il tutto, aveva dichiarato, senza richiedere alcun corrispettivo. Durante quella seduta di consiglio comunale era stato eccepito, per Del Giudice, contrariamente a quanto da lui dichiarato nella domanda, la mancanza di iscrizione ad albo professionale, e quindi la mancanza di uno dei requisiti richiesti.

Ribadito dallo stesso Del Giudice di essere iscritto all’Albo Nazionale dei Revisori Contabili, il presidente della Delcomar ritiene di essere stato sostanzialmente considerato, durante quella seduta di consiglio, “un bugiardo ed un professionista abusivo”, e ha chiesto pertanto che sia “resa pubblica un’ampia ed inequivocabile rettifica e formali scuse», anche attraverso gli organi di informazione. Cosa che, come detto, fin’ora non è avvenuta.

La richiesta di accesso agli atti, ha motivato Franco Del Giudice, “si fonda da un lato sulla volontà di promuovere eventualmente un ricorso davanti al giudice competente contro l’esclusione dalla procedura, dall’altro sulla necessità di tutelare la propria immagine a fronte di eventuali dichiarazioni che lesive che siano state pronunziate nel corso della seduta”.

In effetti, prosegue Del Giudice, “avrebbero potuto anche dirmi che la mia candidatura gli avrebbe potuto comportare qualche problema, e io avrei evitato. Hanno speso 40.000 per gli incarichi di consulenza ad alcuni professionisti; se mi avessero chiesto si sarebbe potuta avere tutta la consulenza in maniera gratuita, anche perché di queste cose mi sono occupato molto durante la mia vita professionale”.

Pubblicato da il 30 luglio 2018. Archiviato in Attualità,News. Segui tutte le risposte a questo articolo tramite il link a RSS 2.0.