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Luogosanto. Palazzo di Baldu: Protocollo d’Intesa con l’Università di Cagliari

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(di Claudio Ronchi) – Il sindaco Agostino Pirredda firmerà un Protocollo d’Intesa con il Dipartimento di Lettere, Lingue e Beni Culturali dell’Università degli Studi di Cagliari, finalizzato alla programmazione, allo sviluppo e alla valorizzazione della storia e del patrimonio culturale, artistico, paesaggistico e monumentale, a partire dagli scavi archeologici nel Sito di Santu Stefano – Lu Palazzu di Baldu. La valorizzazione di una delle maggiori attrattive del paese, il Palazzo di Baldu appunto, passa attraverso il “reale” ed il “virtuale”. Immersi nel verde, i ruderi del castello costruito in epoca giudicale sono da tempo oggetto di attenzione da parte dell’Amministrazione Comunale, per quanto riguarda l’aspetto ambientale. Ma lo sono anche per la diffusione, con le moderne tecnologie, della sua conoscenza. È in atto il recupero, in collaborazione con Forestas e l’Agenzia regionale Laore, del giardino circostante, ponendosi come obbiettivo non solo quello manutentivo ma anche quello di riportarlo allo stato degli antichi splendori.

Tra i vari interventi effettuati, di uno va orgoglioso particolarmente il sindaco Agostino Pirredda, “il recupero di diverse piante di pero selvatico con innesti di variate di pero molto antiche”. Operazione che riguarda anche altre varierà. “È un grosso punto di forza per il Comune di Luogosanto la convenzione con Forestas per la pulizia delle aree verdi”, aggiunge il sindaco. Ora l’obbiettivo è quello di ottenere maggiori finanziamenti, per assegnare a Forestas anche altre aree di interesse storico-culturale-ambientale, da recuperare e valorizzare ulteriormente, come l’area della chiesa di Santo Stefano.

Ma la valorizzazione passa anche attraverso la divulgazione. Ed è per questo che nell’atrio del municipio è stato recentemente installato un totem per approfondire la conoscenza del Palazzo di Baldu. “Le simulazioni virtuali ci fanno scoprire come si presentava lu palazzu”, informa l’Ufficio Turistico comunale, con la possibilità non solo di vedere foto e video riproducenti i tempi nei quali era abitato, “ma anche di interagire con un videogioco, disponibile pure in realtà aumentata!”. Si possono poi consultare, in quattro lingue, le schede dei reperti, delle fonti e dei contesti.

Pubblicato da il 20 maggio 2019. Archiviato in Attualità,News. Segui tutte le risposte a questo articolo tramite il link a RSS 2.0.