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… Non ci sono più i sindacati di una volta …

“È un momento nel quale c’è necessità di rigenerare il sindacato, anche in termini di nuove leve e di nuovi dirigenti. C’è bisogno di un rinnovamento. Le nuove energie portano un po’ di aria fresca e anche nuovo entusiasmo nel fare le cose”. Le parole sono state pronunciate da Gaetano Pedroni, nel corso di un’intervista a Radio Arcipelago. Attualmente leader della minoranza consiliare, Pedroni è stato sindacalista per molti anni ricoprendo anche, nella Cisl, importanti ruoli a carattere provinciale. “La Maddalena ha sempre rappresentato un’eccellenza. Il sindacato ha sempre svolto un ruolo molto attento, a livello locale e a livello provinciale”. Pedroni quando parlava si riferiva in primo luogo alla Cisl ma il discorso affrontato era più ampio in quanto nel corso dell’intervista si stava esaminando il tema della minor presenza rispetto agli anni passati del sindacato in materie di importanti come quello della sanità. “Il sindacato è anche molto cambiato rispetto a prima” ha evidenziato Pedroni, “c’è, molto importante,  il fenomeno del lavoro precario che non consente al sindacato di veicolare i lavoratori e di rappresentarli concretamente. Ai nostri tempi, parlo fino agli anni 80, il lavoro era rappresentato dai contratti a tempo indeterminato. Allora succedeva che un lavoratore, una volta stabilizzatosi, si rapportava al sindacato per quelli che erano gli oneri contrattuali ma anche per le faccende più spicce. Il sindacalista era la figura di riferimento dei lavoratori. Oggi il sindacalista si trova senza quel consenso, senza quella rappresentanza di cui ha necessità. Le nuove normative hanno fatto sì che i lavoratori storici siano andati in pensione, e il livello di presenza dei lavoratori a tempo indeterminato sia andato a diminuire, per cui il sindacato ha progressivamente perduto di forza. Il sindacato” ha affermato Pedroni, “sono i lavoratori”. Ma è indubbio che, “effettivamente, su certi temi, il sindacato manchi, non si senta la voce del sindacato”. “Mancano i quadri dirigenti, non c’è dubbio”. In effetti sono venute a mancare alcune figure di riferimento, ed è avvenuto “il collasso”. “Ed è mancato, tra i lavoratori, chi abbia fatto un passo in avanti e si sia preso un pezzo di croce con l’intenzione di portarla avanti. Se il sindacato sono i lavoratori sono loro che devono assumersi anche questo onere”. “Io non dico che il sindacato sia in crisi”, ha risposto alla domanda specifica, sostenendo che “però deve fare un ampio ragionamento interno di rappresentanza. Ci vuole probabilmente un modello che aiuti ad intercettare immediatamente i problemi e li sollevi immediatamente all’attenzione della politica e dell’opinione pubblica. Effettivamente mancano delle leadership. Il sindacato è rimasto con i vecchi dirigenti che però hanno già una certa anzianità e non hanno più quell’energia e anche quell’entusiasmo necessario”. “Beh effettivamente forse c’è crisi. Bisogna ‘rinfondare’ il rapporto fiduciario tra i lavoratori e il sindacato, bisogna fare in modo che i lavoratori credano nel dirigente sindacale e questo deve nascere e crescere tra i lavoratori”.  Claudio Ronchi

Pubblicato da il 10 febbraio 2017. Archiviato in Attualità. Segui tutte le risposte a questo articolo tramite il link a RSS 2.0.