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Oltre 1000 tra lattonzi, verri e scrofe

Cinghiali wSebbene da giugno a ottobre di quest’anno siano stati catturati, con le gabbie, 420 esemplari di cinghiale, tra le isole di Maddalena e Caprera ne rimangono, a pascolo brado, a far danno e a creare pericolo, altri 1000 e più. In una delle 13 gabbie dislocate nei mesi scorsi ne sono stati contemporaneamente catturati a gruppi di 4 e di 5 ed anche di 6, intere, numerose famiglie. Una volta catturati, i cinghiali vengono portati a Caprera, allo stabulario sito nella polveriera di Stagnali, messo recentemente a norma, che può contenere fino a 25 bestie. Una volta colmo, queste vengono trasportate a Tempio, per la macellazione. Ma nonostante tutto, come più volte evidenziato da Gallura Informazione, ciò non è stato sufficiente. Ed è stato così che l’Ispra, su richiesta del Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena, ha finalmente autorizzato gli abbattimento, in prima battuta con la caccia alla posta (proseguendo anche con le gabbie) e successivamente con la braccata, la battuta di caccia. A seguire la pratica e a vigilare sulle operazioni è stato e sarà il dr. Yuri Donno, responsabile dell’Ufficio Ambiente dell’Ente Parco. Ed è così che lunedì 17 novembre è inizia una nuova campagna di abbattimenti dell’ibrido di cinghiale, operazioni che avranno luogo per 3 giorni alla settimana, il lunedì, mercoledì e venerdì, dalle ore 18:00 e fino alle 3:00 del mattino giorno successivo, per un paio di mesi, per ora limitatamente all’isola di Maddalena. Di notte, e non di giorno come in passato, afferma dr. Donno, perché verri, scrofe e lattonzi vagano soprattutto nelle tenebre, sono nottambuli. Ad effettuare le operazioni saranno una trentina di selecontrollori di La Maddalena, Arzachena e Olbia. Le zone di Maddalena interessate dagli indispensabili abbattimenti sono quelle di Villa Weber, La Crocetta, ex Villaggio Americano, Colmi, Carlotto, Bassa Trinita, Punta della Gatta, Vigna Grande, Mongiardino e Guardia Vecchia. Le operazioni, organizzate, come scritto, del Parco Nazionale, si svolgono in collaborazione col Comune di La Maddalena, Carabinieri, Vigili Urbani, Corpo Forestale dello Stato, Corpo Regionale di Vigilanza Ambientale, Vigili del Fuoco. Da febbraio 2015 s’ inizierà con Caprera. Nel colloquio avuto con dr. Yuri Donno sono emersi alcuni dati preoccupanti: che nelle gabbie entrano solo i maschi e non le femmine; che su 10 nati, 6/7 sono femmine; che la popolazione femminile, che a sua volta prolifera per 2 volte l’anno, cresce quindi a dismisura; che i cinghiali nuotano e che quindi si possono spostare da isola a isola; che qualche famiglia, oltre che a nuoto, ha varcato e varca a piedi il ponte di Caprera; che le colonie feline, col cibo somministrato ai gatti, contribuiscono anche all’alimentazione dei cinghiali come anche la spazzatura abbandonata (l’organico) nella cinta urbana. La buona notizia è che di cinghiali non ce ne sono né a Budelli, né a Santa Maria, né a Spargi né a Razzoli e neanche a Santo Stefano. Speriamo, tra qualche tempo, di poter dire la stessa cosa anche per Maddalena e Caprera. Claudio Ronchi

Pubblicato da il 4 dicembre 2014. Archiviato in Attualità,News. Segui tutte le risposte a questo articolo tramite il link a RSS 2.0.