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Palau 10 anni fa. Intervista a Vittorio Bulciolu, primo sindaco di Palau

Vittorio Bulciolu

(di Claudio Ronchi) – Vittorio Bulciolu è stato il primo sindaco di Palau, eletto dal Consiglio Comunale l’11 dicembre del 1960. Palau era diventato Comune autonomo l’8 aprile dell’anno prima (1959) in seguito alla consultazione popolare dell’ottobre del 1958, e fino a quel momento era stato retto dal commissario prefettizio, il maddalenino Cleante Balata, all’epoca cinquantenne, figlio di Enrico (primo allenatore dell’Ilva), fratello di Elindo, il primo sindaco del dopo guerra di La Maddalena democraticamente eletto nel 1946. Vittorio

Bulciolu, figlio del maresciallo dei Carabinieri Agostino e dalla maestra elementare Angela Puggioni, dopo aver frequentato le Scuole Medie a La Maddalena ed aver conseguito la Maturità Classica al Liceo di Tempio, si era laureato a Sassari in Giurisprudenza. All’epoca lavorava presso l’agenzia marittima e di spedizionieri doganali di famiglia. Lo intervistammo, allora ottuagenario, l’8 aprile 2009, giorno di celebrazione del cinquantenario dell’autonomia (pochi giorni fa sono stati celebrati i 60 anni di autonomia), al termine dalla Messa solenne celebrata dal vescovo Sanguinetti e prima della consegna della medaglia ricordo in municipio.

Dunque, dottor Bulciolu, lei è stato il primo sindaco di Palau …

Il primo e il più giovane in assoluto! Non avevo ancora compiuto 31 anni, perché allora alla politica ci si avvicinava da giovani. Io ho iniziato a 25 anni perché ero il presidente del Comitato che ha poi curato le pratiche per proseguire nella richiesta dell’autonomia. Ricordo che quando iniziammo a raccogliere le firme mi recai dal parroco. La sua, quella di don Andrea Usai, fu la prima”.

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C’era titubanza a Palau sul fatto di scegliere l’autonomia?

“C’era qualche titubanza perché allora, i Comuni, avevano una propria finanza, quindi avevano una propria imposizione fiscale e si temeva, visto che le entrate erano scarse che, per pagare gli impiegati e per le spese correnti, si dovesse ricorrere poi ad un aumento delle tasse, come l’imposta di famiglia, il dazio e le tariffe dei servizi come l’acqua e la nettezza urbana. Poi, invece, la popolazione si convinse che questo rischio non c’era, anche perché Palau cominciava ad emergere, con l’ampliamento del porto, e quindi con l’arrivo dei mezzi che dal Continente facevano la spola, anche con La Maddalena, per il trasporto delle merci; si vide una prospettiva di sviluppo…”.

Che differenza c’è fra la Palau di allora e quella di oggi?

È cambiato tutto. Noi comunque avevamo già da allora una presenza turistica, seppur locale. Non li chiamavamo turisti ma ‘bagnanti’, e non provenivamo dal Continente o dall’Estero ma da Tempio, Luras, Calangianus… L’economia si basava anche su di loro, perché i palaesi affittavano le case durante l’estate a quei bagnanti che si trattenevano in paese anche un mese”.

Se tornasse indietro rifarebbe la stessa scelta?

“Senz’altro! Era una scelta che non aveva alternative!”.

Pubblicato da il 15 aprile 2019. Archiviato in Brevi,Storia. Segui tutte le risposte a questo articolo tramite il link a RSS 2.0.