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Papa Ponziano morì prigioniero a La Maddalena? (3)

Se dunque Papa Ponziano subì il martirio e morì alla Maddalena negli anni attorno al 235 (più probabilmente a Santo Stefano piuttosto che nell’isola madre dell’Arcipelago) perché dunque si è formata un’errata tradizione che lo vorrebbe martirizzato vicino Olbia, nell’isoletta di Molara?  Scrive nel già citato articolo di Gallura e Anglona (dal titolo: Papa Ponziano deportato in Sardegna, del 5-03-2011), padre Danilo Scomparin, che tutti gli autori fino alla fine dell’Ottocento identificavano l’isola di Bucina (sebbene l’arcipelago della Bucina venisse menzionato distinto rispetto a Civita-Olbia nel Tariffario Pisano dei Porti nel 1161, 1283 e 1281, come risulta dal libro di C.Zedda, Le città della Gallura Medievale, Cagliari 2003, pagina 74), con l’isola di Tavolara o con l’isola di Molara e soltanto nel Novecento si cominciò a identificarla con un’isola dell’arcipelago della Maddalena? La risposta, crediamo, sia, oltre che nei toponimi, anche nella logica storica. Quando si cominciò a studiare e a scrivere in maniera non sporadica della storia dell’arcipelago della Maddalena? A parte pochi riferimenti, episodici e spesso indiretti, fu solo nel 1907 che venne pubblicato, per la prima volta, un libro organico sulla storia della Maddalena, a cura di Aristide Garelli. E fu allora che, dal punto di vista della “storia scritta”, La Maddalena cominciò a entrare “nella storia”. Fino ad allora, in un arco temporale lunghissimo, queste isole furono solo di tanto in tanto menzionate e quindi ebbero una “storia” così frammentata che specialmente coloro che per primi cominciarono a scriverla organicamente andarono incontro a molte difficoltà. Secoli e secoli bui, rischiarati solo raramente da piccoli fari sparpagliati qua e là nella lunga sequenza di avvenimenti di questo angolo di Mediterraneo, comportò inevitabilmente il non formarsi di alcuna tradizione orale né tantomeno scritta, a tramandare cioè che in queste isole maggiori maddalenine abbia vissuto da prigioniero, per qualche anno, un Papa di Roma. E ciò avvenne per il semplice motivo che queste isole fossero sostanzialmente disabitate, desolatamente disabitate. Sono le pietre avrebbero potuto conservare qualche memoria come ad esempio la tomba – provvisoria – del Papa, magari con una scritta in latino, cosa che se anche qualcuno avesse realizzato, certamente non con caratteri monumentali, dopo oltre una decina di secoli sarebbe facilmente scomparsa. Cosa invece diversa fu per Olbia. Scrisse nel 1975 lo studioso Antonio Frau che “l’importanza della vicina città, oggi Olbia, divenuta nel Medioevo sede vescovile e centro fervido di apostolato religioso, sottrasse all’ isola della Maddalena il nome romano di Bucina, che fu identificata con l’isola di Tavolara o Molara, e sottrasse anche, contemporaneamente, il culto del martirio dei due santi”. Frau si riferisce infatti al fatto che oltre a Papa Ponziano fu deportato anche il sacerdote Ippolito. (3 – continua) Claudio Ronchi

Pubblicato da il 15 marzo 2017. Archiviato in Storia. Segui tutte le risposte a questo articolo tramite il link a RSS 2.0.