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Pescava ‘nacchere’. La Guardia Costiera lo denuncia

nacchereLa Pinna Nobilis, comunemente detta ‘Nacchera’, è il più grande mollusco bivalve del mar Mediterraneo. Oltre ad un gustoso sapore la particolare conformazione delle valve ne ha fatto in passato e ne fa tuttora oggetto di raccolta soprattutto a scopo collezionistico e di  oggettistica, tanto da determinarne una drastica e preoccupante riduzione che ha portato poi alla sua collocazione tra le specie rigorosamente protette. Ciononostante, specialmente d’estate, ‘arriva’ spesso qualche ‘fenomeno’ che credendosi ‘più furbo degli altri’, si dedica alla sua indiscriminata asportazione. Ieri però, a Caprera, in seguito ad una segnalazione da parte di alcuni bagnanti, gli uomini della Guardia Costiera di La Maddalena hanno sequestrato alcuni grossi esemplari di Pinna Nobilis e hanno denunciato il turista che le aveva asportate dal fondale. E’ accaduto in una spiaggia di Porto Palma dove i militari, appena giunti, non solo hanno individuato e fermato un turista dei dintorni di Roma che era intento ad asportare dal fondale marino alcuni esemplari di notevoli dimensioni di Pinna Nobilis ma hanno anche rinvenuto, poco distante, altre ‘nacchere’ abbandonate insieme all’attrezzatura usata per la loro cattura. I militari della Guardia Costiera sono subito intervenuti per evitare che il pescatore sportivo continuasse a deturpare il fondale marino compreso nel Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena strappando la specie tutelata dalla legge. La persona è stata denunciata alla Procura della Repubblica di Tempio Pausania per asportazione di specie rigorosamente protetta, come stabilito dalle norme comunitarie. Altri 3 esemplari di Pinna Nobilis, da poco rimossi dal fondale, custoditi in pozze a pelo d’acqua, erano stati frettolosamente abbandonati da altri turisti fuggiti alla vista del personale della Capitaneria di Porto.  Di essi alcuni testimoni ne avevano riconosciuto un chiaro accento campano senza però poter fornire ulteriori dettagli. Gli esemplari recuperati, ormai morti, dalle dimensioni di circa 30/40 cm, sono stati affidati in custodia all’Ente Parco Nazionale di La Maddalena, per i successivi studi scientifico-biologici.

Pubblicato da il 1 luglio 2009. Archiviato in News. Segui tutte le risposte a questo articolo tramite il link a RSS 2.0. Responses are currently closed, but you can trackback from your own site.