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Quando maddalenini e galluresi sconfissero Napoleone: Il ruolo della chiesa nei fatti del 1793 (10)

Successivamente si appurò che la bomba (lanciata da Santo  Stefano, pare dallo stesso Napoleone Bonaparte che, come noto, partecipava all’impresa), era scarica. Sul momento, tuttavia, si dovette gridare al miracolo, alla benefica intercessione della Santa Patrona e, in quel momento sicuramente, né il parroco Mossa, né i comandanti militari si dovettero preoccupare di ridimensionare l’accaduto….!  Sull’altra sponda del braccio di mare che separa La Maddalena dall’Isola madre, sull’attuale costa di Palau, erano intanto giunti, appena avuta notizia delle navi francesi, alcune centinaia tra miliziani e volontari, comandati dal cavaliere Giacomo Manca di Tiesi. Provenivano da Tempio, da Calangianus, da Aggius, da Luras, da Bortigiadas, da Monti. Scendendo verso il mare, per i tortuosi sentieri della Gallura, avevano prelevato presso il santuario di Luogosanto, per farne il loro vessillo, la bandiera di lino raffigurante il volto della Vergine. Donata oltre un secolo prima per ringraziamento per lo scampato pericolo da una incursione barbaresca, allo stesso drappo si faceva ricorso nell’invocare protezione per il nuovo pericolo proveniente dal mare. La bandiera di Nostra Signora di Luogosanto sventolò  tra gli uomini in armi ed i preti che la custodivano, rassicurante testimone e a sua volta protettrice, di qua del mare, della tenace resistenza di La Maddalena, dell’eroica impresa di Domenico Millelire, della riconquista dell’isola di Santo Stefano da parte delle truppe sabaude e dei volontari galluresi, del completo ritiro della spedizione franco-corsa. La cacciata dei francesi fu salutato non solo a La Maddalena ed in Gallura ma in tutta la Sardegna come un grande evento, coraggiosamente perseguito dai sardi e benevolmente concesso dalla volontà divina. Pochi giorni dopo la ritirata franco-corsa il viceré Balbiano ordinò per “il secondo giorno di Pasqua” un “solenne Te Deum di ringraziamento”, stabilendo che fosse cantato  ”in tutte le chiese parrocchiali del Regno, con l’assistenza de’ governatori, comandanti, ufficiali e nobiltà, e colle solite parate della truppa…”. Cosa che puntualmente dovette avvenire anche a La Maddalena, solennemente officiato dal parroco Mossa, con gli stendardi esposti, al cospetto dei comandanti militari, dei marinai, dei soldati, dei combattenti maddalenini e della commossa popolazione rientrata dallo sfollamento in Gallura. Quel che per molti maddalenini  si festeggiò non fu solo la cacciata degli invasori franco-corsi “senza Dio”, ma anche  la loro convincente e duratura adesione al Regno di Sardegna.uel Q        Cacciati i francesi furono con essi respinte anche le idee che, sebbene contraddittoriamente, essi propugnavano. Libertà, eguaglianza, democrazia erano principi che troppo in anticipo sulla storia volevano attraversare le Bocche di Bonifacio; principi che molto tempo dopo anche la chiesa ha prudentemente elaborato, accolto ed in buona parte assimilato. (10-Fine) Claudio Ronchi

Pubblicato da il 16 settembre 2017. Archiviato in Storia. Segui tutte le risposte a questo articolo tramite il link a RSS 2.0.