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Quando maddalenini e galluresi sconfissero Napoleone: Il ruolo della chiesa nei fatti del 1793 (5)

La necessità di opporsi alle truppe rivoluzionarie francesi che, al passo della “Marsigliese”, si apprestavano a sconquassare anche la Sardegna, si rendeva necessario, per la Chiesa sarda, sia per salvaguardare la monarchia sabauda ed i privilegi feudali ed ecclesiastici che questa garantiva (la maggior parte degli alti prelati erano di famiglia nobile) sia, e per alcuni settori del clero, soprattutto, per respingere oltremare quelle idee di libertà, eguaglianza e fratellanza, allora minacciosamente rivoluzionarie (di portata epocale, che hanno  chiuso un mondo per aprire la nostra storia moderna), delle quali oltremodo si temevano gli effetti incontrollabili e le degenerazioni destabilizzanti.

Se le notizie provenienti dal lontano continente francese, concernenti la nazionalizzazione dei beni ecclesiastici, l’obbligo di giuramento del clero alla Costituzione (1790), il ghigliottinamento del re Luigi XVI e della regina (1792), potevano impensierire non poco nobiltà e clero sardo, quelle provenienti dalla vicina Corsica, forse  opportunamente amplificate, dovettero sicuramente impressionare anche buona parte della popolazione sarda, quella popolazione che dalla Rivoluzione non poteva trarne, forse, che dei vantaggi.

Del resto il comportamento delle raccogliticce truppe franco-corse, pronte ad iniziare l’invasione della Sardegna, e dei poco raccomandabili equipaggi delle navi, non lasciavano presagire nulla di buono. I saccheggi, i furti, le devastazioni da questi impunemente compiuti in Corsica davano sicuramente ragione a chi temeva la nefasta invasione dei “senza Dio” e, dai pulpiti, chiamava a raccolta le popolazioni per proteggere, armi in pugno, “i muddheri, i fiddholi, i jesgi”. Una relazione del console Baretti al viceré Balbiano del gennaio 1793 denunciava ad esempio che le truppe rivoluzionarie, “nel partir da Bastia, bruciarono la chiesa degli Angeli, dopo aver abbattuto le statue de’ santi e calpestato ciò che vi era più sacro”. (5-continua) Claudio Ronchi

Pubblicato da il 15 giugno 2017. Archiviato in Storia. Segui tutte le risposte a questo articolo tramite il link a RSS 2.0.