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Santa Teresa Gallura. La Silene riscuoterà l’imposta di soggiorno; polemica la minoranza

La polemica, nel Consiglio Comunale di giovedì 30 novembre, tra maggioranza e minoranza, è stata sull’ultimo punto, il quinto, quello relativo al conferimento dell’incarico alla Silene, la società partecipata, per l’incasso e gli accertamenti dell’imposta di soggiorno. Già per l’istituzione di quest’imposta la minoranza aveva votato contro e la stessa cosa ha fatto nell’ultima seduta.

La convenzione, illustrata in aula dall’assessore al Bilancio Ignazio Mannoni, avrà durata quinquennale, fino al 31 dicembre 2021. Per l’attività di riscossione è previsto un aggio del 15% per i versamenti spontanei mentre per gli accertamenti relativi al recupero dell’evasione saranno riconosciuti alla Silene il 40% per le strutture alberghiere e il 50% per le case private. Il maggior aggio alla società di riscossione, per le case private, è stato motivato con la maggiore difficoltà che questa si presume possa avere nell’individuazione di evasione nel sommerso.

Sull’argomento è stata assai critica la minoranza del gruppo “A cara a ventu”. La consigliera Nadia Matta, a nome del gruppo, ha letto un documento nel quale viene ritenuta la decisione “illegittima” perché al Comune di Santa Teresa Gallura manca un regolamento generale delle entrate nonché “aberrante e inopportuna”. Definizioni queste, lette in aula, che hanno irritato non poco l’assessore al Bilancio, Mannoni, che ha fatto riferimento alla legge 446 del 1997 che prevede che i comuni possano affidare l’accertamento e la riscossione delle proprie entrate patrimoniali a soggetti esterni o oppure a società partecipate. In Amministrazione, è stato detto, “abbiamo ritenuto conveniente affidarlo alla Silene”.

Pertanto “non abbiamo dubbi sulla legittimità” ha risposto Mannoni. Per la minoranza inoltre “le misure percentuali previste dallo schema di contratto appaiono assurde, sproporzionate e fuori da ogni logica di mercato”.  Secondo “A cara a ventu”, l’attività si sarebbe potuta affidare all’Ufficio Tributi del Comune, che già opera per altre tasse locali, oppure allo stesso soggetto esterno al quale, il Comune, si rivolge per l’accertamento della riscossione coattiva di altri tributi. E poi, riconoscendo “una cospicua somma” alla Silene, è stato detto ancora dell’opposizione, si sottrae “una quota di risorse per finalità non consone al dettato normativo”.

Dall’Amministrazione Comunale hanno risposto che l’Ufficio Tributi è già oberato di lavoro e oltretutto con l’andata in pensione di un impiegato si è ridotto a due dipendenti, senza possibilità di nuove assunzioni. Se la Silene “non fosse stata del Comune al 100% come è, avreste avuto ragione voi” hanno risposto dalla maggioranza, “ma la Silene è del Comune e gli utili sono del Comune”.

Alla fine il provvedimento è passato con i voti favorevoli della maggioranza e i voti contrari dei tre rappresentanti dell’opposizione presenti in aula. Claudio Ronchi

Pubblicato da il 4 dicembre 2017. Archiviato in Attualità,News. Segui tutte le risposte a questo articolo tramite il link a RSS 2.0.