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1916. Cent’anni fa la Prima Guerra Mondiale. La piazzaforte indebolita (46)

Maddalena MaddaleniniAbbiamo iniziato il racconto sugli anni della prima guerra mondiale, iniziando dal 1914, ed ora siamo giunti alla 46ª puntata. La ricerca è partita con un piano di massima e con poco materiale che a mano a mano è andato ad arricchirsi con ulteriori ricerche e notizie, grazie anche al contributo di diversi lettori e collaboratori. Questo il motivo per il quale di volta in volta può capitare di fare dei passi indietro, necessariamente utili per approfondimenti, aggiunte ed integrazioni.

In questa puntata soffermiamo un attimo l’attenzione sulla piazzaforte militare prima e dopo l’entrata in guerra dell’Italia. È forse utile ricordare che, nel marzo 1887, fu costituito il Comando di Difesa Locale Marittima di La Maddalena con sede a bordo della nave militare Dora; che nel marzo 1889 veniva costituita la Stazione Torpediniere con competenza su tutte le coste della Sardegna; che negli anni successivi venne costruito e aperto l’Ospedale Militare Marittimo e successivamente fu destinato, quale comandante della base di La Maddalena un contrammiraglio che temporaneamente ebbe il comando sulla Fregata Corazzata Palestro.

Nel 1891 iniziò la costruzione del Regio Cantiere di Moneta e nel 1893 La Maddalena fu designata quale sede di Comando Militare Marittimo, con giurisdizione militare marittima sul litorale della Sardegna ed isole adiacenti.
Fotografiamo ora, dopo una ricerca presso fonti militari, la situazione della piazzaforte militare marittima all’agosto del 1914, momento di inizio delle ostilità dalle quali fino al 1915 rimase esclusa l’Italia.

Per il resto del 1914 per i primi mesi del 1915 erano ormeggiate nelle banchine militari o all’ancora nella rada tra Maddalena, Caprera e Santo Stefano, la 2ª Squadriglia Torpediniere d’alto mare, composta 6 navi, e la 7 ª Squadriglia Torpediniere costiere, anch’essa composta da 6 navi. C’era inoltre ormeggiato il Lombardia, nave appoggio sommergibili, ed i battelli Atropo, Fisalia e Jantina. La base militare di La Maddalena aveva anche la presenza della nave cisterna Verde e di un’altra decina di unità minori, più o meno efficienti, utilizzate per i servizi interni, per gli spostamenti all’interno dell’estuario e per i collegamenti con le isole dell’Arcipelago, e col resto della Sardegna.

In tutto la Base era forte di 13 navi da combattimento oltre che di uno svariato numero di mezzi minori. Come già detto in altre puntate, fu solo dopo il maggio del 1915 o meglio dopo l’estate 1915, consolidata l’alleanza con la Francia (la base di La Maddalena era stata concepita e realizzata in funzione antifrancese e a difesa da una invasione transalpina), che da parte dello Stato Maggiore della Regia Marina si decise di cominciare ad indebolire la presenza della flotta (e sguarnire la Base), buona parte della quale venne trasferita nel mare Ionio e soprattutto nel mare Adriatico, vero teatro di guerra. E, come abbiamo già detto, anche diversi cannoni e batterie costiere, anche piuttosto moderni (anche se c’è da ricordare le polemiche dell’epoca su diversi armamenti obsoleti), con gli uomini specializzati nel loro utilizzo, furono trasferiti sul fronte terrestre, in particolare nel Veneto.

Durante il conflitto mondiale le poche navi militari rimaste alla Maddalena furono impiegate soprattutto per i collegamenti con il resto della Sardegna e col Continente, e per vigilare sui sommergibili nemici. Incombenza che si manifestò inutile in occasione dell’affondamento della nave da trasporto Tripoli, partita nel 1918 da Golfo Aranci, e tragicamente affondata da un sommergibile tedesco.

L’episodio mise a nudo la sostanziale debolezza della piazzaforte maddalenina, e dalle esperienze maturate si cercò di fare tesoro successivamente, prima dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale, con un riarmo poderoso e con la realizzazione di nuove fortezze.

Ma anche questo, come la storia ci narra, non fu sufficiente in occasione dei bombardamenti subiti nel 1943, e dell’occupazione delle truppe tedesche. Ma questo riguarda un’altra guerra mondiale.

(46 – continua) Claudio Ronchi – claudioronchitiscali.it

Pubblicato da il 15 Novembre 2016. Archiviato in Storia. Segui tutte le risposte a questo articolo tramite il link a RSS 2.0.